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NOVITÀ NORMATIVE

SALTA IL SORTEGGIO DEI REVISORI SULLE SOCIETA' PARTECIPATE.

Mentre la politica si scalda sulla (mancata) privatizzazione parziale di Acea, sulle slot machines e sulla super-addizionale Irpef della Capitale , il decreto Salva-Roma ha imbarcato in Senato un ampio ventaglio di norme eterogenee, che intervengono su diversi aspetti della finanza locale.
Scompare, prima di tutto, l'estrazione a sorte dei revisori dei conti nelle società controllate direttamente o indirettamente dagli enti locali e nelle aziende speciali, prevista dallo stesso decreto nella versione originaria (articolo 1, comma 18). L'idea era quella di tradurre anche nel mondo delle partecipate il meccanismo inserito dalla riforma del 2011 negli enti locali (articolo 16, comma 25 del Dl 138/2011) per sottrarre i controllori dalla sfera di influenza della politica, ma la previsione è durata lo spazio di un mattino: un'applicazione generalizzata dell'estrazione a sorte (che anche nei Comuni avrebbe bisogno di qualche revisione) avrebbe secondo molti escluso qualsiasi criterio "meritocratico" nella selezione dei revisori locali.
Per i piccoli Comuni, incontra una nuova proroga il ricorso alle centrali uniche di committenza, che slittano al 30 giugno 2014. L'obbligo di rivolgersi a centrali uniche di committenza di livello provinciale risale al decreto «Salva-Italia» (che ha inserito l'articolo 33, comma 3, del Codice dei contratti), era stato fissato inizialmente al 30 giugno 2012 ma poi si è infilato in una serie continua di rinvii per le difficoltà applicative che comporta. Un altro gruppo di rinvii riguarda la riforma della contabilità, che nelle Regioni autonome partirà 12 mesi dopo rispetto alle scadenze previste per gli altri, e per la sperimentazione delle zone a burocrazia zero, allungata fino a fine 2014.
Nutrito il pacchetto di regole per gli enti con i conti traballanti. Oltre alla "seconda chance" offerta ai sindaci che si sono visti respingere dal consiglio comunale la delibera di accesso al «pre-dissesto», e che ora possono ritentare la sorte dimostrando alla Corte dei conti di aver migliorato i propri parametri di deficitarietà strutturale, un nuovo emendamento allunga i tempi del dissesto "guidato". Secondo la versione originaria dell'articolo 243-ter del Testo unico degli enti locali (introdotto dal decreto «salva-enti» n. 174/2012), il Comune perdeva la possibilità di accedere agli aiuti anti-default una volta che la Corte dei conti avesse lanciato l'ultimatum sulle misure correttive da adottare per evitare il dissesto. La nuova regola infilata nel «Salva-Roma» allunga i termini, e lascia aperta per i Comuni la porta del pre-dissesto finché non sia arrivata la diffida del Prefetto che impone di alzare bandiera bianca. In questo modo, quindi, il tentativo di preparare un piano di rientro decennale per riequilibrare i conti può permettere all'amministrazione di aggirare le richieste dei magistrati contabili.
Il Senato, però, non si è dimenticato nemmeno dei Comuni che hanno dichiarato il dissesto negli ultimi due anni e che hanno in carico debiti scaduti nei confronti dei fornitori. Per sbloccare questi crediti incagliati, si prevede la possibilità di erogare un'anticipazione (fino a 100 milioni all'anno sul 2013 e 2014), che i Comuni interessati dovranno restituire in 20 anni. Le risorse vengono pescate dallo stesso fondo rotativo che accompagna le misure «anti-dissesto», e che quindi si alleggerisce ulteriormente dopo la forte riduzione di risorse già subita quest'anno.
Per tutti i Comuni, poi, viene prevista la possibilità di assumere stagionali, purché con risorse già incassate da contratti di sponsorizzazione o partnership con privati.
Gli altri interventi
01|ANTIDEFAULT
Più tempo per i Comuni che vogliono accedere agli aiuti anti-dissesto, anche se hanno ricevuto l'ultimatum della Corte dei conti sulle misure correttive. La richiesta può essere avanzata finché non arriva l'intimazione del Prefetto a dichiarare il default
02|STAGIONALI
I Comuni potranno assumere con contratti stagionali, senza sforare i tetti del personale, purché la spesa derivi da risorse già incassate da contratti di sponsorizzazione
03|PROROGHE
Un anno in più per le zone «a burocrazia zero» e per la riforma della contabilità delle Regioni a Statuto speciale e nelle Province autonome.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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