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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE DEI CONTI: CONTROLLI SU SOCIETA' E CONCESSIONE CREDITI

Accertano il rispetto delle novità legislative intervenute nel settore, indagano sull'utilizzo di strumenti per aggirare i vincoli normativi e si concentrano sugli interventi sul patrimonio netto o sul fondo di dotazione.
Sono questi gli aspetti chiave del capitolo partecipate, integralmente riscritto, nelle linee guida della Corte dei conti per il controllo sui preventivi 2010 degli enti locali diffuse la scorsa settimana con la delibera 9/2010 della sezione delle autonomie.
Nelle domande preliminari i revisori dei conti dovranno relazionare alla magistratura contabile sul rispetto dei vincoli imposti alle società strumentali (articolo 13 del Dl 223/2006).
Sul punto, il termine per le procedure di cessione e scorporo delle attività non consentite è scaduto, dopo diversi differimenti, il 4 gennaio. Per cui ora queste società devono operare con gli enti costituenti o partecipanti o affidanti, non possono svolgere prestazioni a favore di altri soggetti e non possono partecipare ad altre società con sede nel territorio comunale.
Un altro aspetto da controllare riguarda l'attività di ricognizione dell'oggetto delle società partecipate, per verificare i presupposti per il mantenimento, che sono da ricercare nelle nozioni di «fine istituzionale» e di «interesse generale» (articolo 3, comma 27 e seguenti della legge 244/2007). Il decreto anticrisi (articolo 19 del Dl 78/2009) ha introdotto l'ulteriore obbligo di invio della delibera alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti, mentre l'accertamento dei presupposti non si estende più alle partecipazioni indirette (articolo 71, comma 1, lettera b, della legge 69/2009). Gli enti hanno tempo fino al 31 dicembre 2010 per effettuare la ricognizione e dismettere le eventuali partecipazioni vietate.
Ancora, la checklist sulle partecipate abbraccia i programmi per il 2010 relativi a nuovi affidamenti diretti di servizi pubblici locali a rilevanza economica, a rinnovi e ad ampliamenti di oggetto dei contratti in essere. Per questi affidamenti in deroga - ammessi, solo in situazioni eccezionali, a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipate dall'ente locale, che abbiano i requisiti per la gestione cosiddetta "in house" - i revisori devono verificare anche se è stato richiesto il parere dell'Antitrust e qual è stato il suo esito.
La quinta edizione dei questionari estende i controlli anche all'esternalizzazione a organismi partecipati (o a imprese private) di servizi prima svolti all'interno con proprio personale, operazione che spesso cela la volontà di aggirare i limiti a carico degli enti. In questi casi si chiede se l'ente ha ridefinito la dotazione organica e ridotto il fondo per la contrattazione decentrata (articolo 6 del Dlgs 165/2001 e articolo 3, comma 30, legge 244/2007). Sotto osservazione anche le elusioni del patto di stabilità, con la costituzione di società a cui affidare pagamenti di somme inizialmente impegnate come spese per investimenti nel bilancio dell'ente.
Nella fattispecie, i revisori devono porre attenzione alla concessione di crediti, per verificare se è utilizzata per trasferire risorse alle partecipate affinché possano pagare gli investimenti in luogo dell'ente pubblico. Nella seconda sezione i revisori devono indicare gli aumenti di capitale o del fondo di dotazione per copertura di perdite previsti a favore di società direttamente partecipate (con una quota di almeno il 10%), aziende speciali, istituzioni, fondazioni, consorzi, unioni di comuni e organismi su cui l'ente locale possa esercitare un potere di direzione e coordinamento, anche a prescindere dalla partecipazione. Le tabelle, anche queste note, sono relative agli interventi previsti nei casi limite di aziende che versano in situazioni di allarme (perdite che superano il terzo del capitale) o di emergenza (capitale sotto il minimo legale). Mentre non sono più richiesti i valori delle risorse impiegate per finanziare le partecipate.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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