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NOVITÀ NORMATIVE

TASI: NON CI SONO CERTEZZE!

Non c'è pace per gli immobili. Dalla nascita dell'Imu in poi ogni tentativo di risistemare la tassazione sul mattone si porta dietro polemiche e ripensamenti. Puntualmente quello che sembra essere l'ultimo capitolo della saga diventa infatti il penultimo. Come conferma la travagliata nascita della Tasi. Con i sindaci che giudicano una soluzione a metà la proposta messa a punto dal Governo e illustrata ieri ai rappresentanti dell'Anci dal ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, e dal sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta. Vale a dire aumentare fino allo 0,8 per mille l'aliquota massima del tributo sui servizi indivisibili sulla prima o sulla seconda casa rispetto ai tetti previsti dalla legge di stabilità (e pari, rispettivamente, al 2,5 per mille e al 10,6 per mille inclusa l'Imu), a patto di introdurre le detrazioni per le famiglie. E ora pure Scelta civica punta i piedi.
Per la verità le avvisaglie c'erano già state mercoledì quando proprio da Sc si erano alzate le poche voci critiche al compromesso raggiunto nella maggioranza sulla Tasi. Nel giro di 24 ore dalle perplessità si è passati a un no netto. Con il segretario politico Stefania Giannini che ha parlato di emendamento «indigeribile» e ha annunciato: «Votiamo contro la fiducia su qualsiasi provvedimento che contenga un emendamento tale». Concetti ribaditi in una conferenza stampa a Montecitorio con i suoi colleghi di partito Andrea Romano, Gianluca Susta ed Enrico Zanetti. Quest'ultimo ha spiegato: «Abbiamo deciso di puntare i piedi perché siamo consapevoli che questa modifica non sarà l'ultima, perché aumentando le detrazioni ai cittadini per le famiglie numerose e a basso reddito si toglie al sistema dei Comuni un miliardo, un miliardo e mezzo di gettito che diventerà un altro problema da risolvere».
Nonostante le rassicurazioni di Romano («Non è a rischio la maggioranza»), la presa di posizione di Sc rischia di sconvolgere i piani dell'esecutivo che puntava a presentare la settimana prossima un emendamento al decreto salva-Roma bis con il citato aumento dello 0,8 per mille dell'aliquota Tasi. Anche perché quando si parla di tasse sulla casa fischiano le orecchie anche ai rappresentanti del Nuovo centrodestra. Tant'è vero che il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, ha ribadito: «È necessario tenere conto di quanto dicono i sindaci ma il gettito fiscale sulla casa non può aumentare e deve restare quello previsto dalla legge di stabilità».
A proposito dei sindaci, il presidente dell'Anci, Piero Fassino, ha accolto così, al termine dell'incontro di ieri mattina con Delrio e Baretta, il compromesso sulla Tasi proposto dal Governo: «Bene l'intervento per le detrazioni ma è irrisolto il problema del minor gettito per i Comuni». Nel chiedere al Parlamento di approvare l'emendamento che l'Esecutivo presenterà, i primi cittadini hanno chiesto comunque di adottare entro il mese di gennaio tutte le misure necessarie a garantire ai Comuni le risorse compensative del minore gettito legato alla Tasi. Così da consentire la chiusura dei bilanci che quest'anno vanno presentati improrogabilmente (a causa delle amministrative di maggio) entro il 28 febbraio.
Riservandosi di valutare ulteriori iniziative di protesta nell'ufficio di presidenza dell'Anci fissato per il 16 gennaio. Sul punto il Governo non si sbilancia. La nota congiunta diffusa al termine del vertice con i sindaci si è limitata infatti a garantire «l'impegno ad aprire immediatamente un confronto per individuare proposte risolutive di tale problema». Per mantenerlo servirebbe più di un miliardo aggiuntivo rispetto agli 1,5 circa assicurati dall'addizionale Tasi dello 0,8 per mille e assorbiti interamente dalle detrazioni. Riuscire a trovarli appare un'impresa tutt'altro che semplice visto che la coperta dei conti pubblici era e resta corta.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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