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NOVITÀ NORMATIVE

CON L'F24 ANCHE IL RAVVEDIMENTO DOPO LA MINI-IMU.

Scaduto il termine del 24 gennaio per effettuare il versamento della «mini-Imu», resta per il contribuente la possibilità di avvalersi del "ravvedimento operoso". Occorre però provvedere prima che l'ente scopra la violazione: dopo non sarà più possibile usufruire delle sanzioni ridotte.
Prima di esaminare la disciplina del ravvedimento, va comunque precisato che alla mini-Imu non è applicabile il comma 728 della legge di stabilità 2014, che consente di sanare l'insufficiente versamento della seconda rata 2013 entro il 16 giugno 2014, senza interessi e sanzioni. La norma è riferita all'ipotesi di «insufficiente» versamento e non anche al caso di «omesso» versamento, non estensibile al pagamento della mini-Imu che quindi scade il 24 gennaio 2014. Peraltro il Senato ha fugato qualsiasi dubbio sul punto, mediante l'inserimento del comma 12-bis all'articolo 1 del Dl 133/2013, che fissa alla stessa data del 24 gennaio il termine ultimo per sanare l'insufficiente versamento della seconda rata 2013.
Pertanto, dal 25 gennaio si aprono le porte del ravvedimento operoso, che consiste nell'adempimento spontaneo del contribuente, ancorché tardivo. L'articolo 13 del Dlgs 472/97 prevede l'applicazione delle sanzioni del 3% o del 3,75% se il versamento viene effettuato rispettivamente entro un mese oppure entro il termine di presentazione della dichiarazione (tesi ministeriale) o addirittura entro un anno dalla violazione. Alla sanzione ridotta devono poi aggiungersi gli interessi legali (non quelli moratori deliberati dall'ente) che dal 1° gennaio 2014 sono scesi all'1% rendendo così il ravvedimento particolarmente appetibile. Peraltro nelle due settimane successive alla scadenza è possibile usufruire del ravvedimento "sprint", applicando la sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo: ad esempio in caso di versamento eseguito con dieci giorni di ritardo (quindi il 3 febbraio 2014), la sanzione si riduce al 2% per effetto del ravvedimento (0,2% x 10). I versamenti "tardivi" effettuati dall'8 al 24 febbraio sconteranno invece la sanzione del 3%, mentre per quelli successivi la sanzione sarà del 3,75%, oltre agli interessi legali calcolati in base ai giorni di ritardo.
Si tratta di misure premiali particolarmente vantaggiose, che spingono il contribuente ad adempiere spontaneamente. Occorre quindi sfruttare l'occasione anche per evitare di incorrere nelle sanzioni del 30% in caso di accertamento del Comune. Il "pentimento" del contribuente deve infatti precedere la constatazione della violazione oppure l'inizio di attività istruttorie rese formalmente note. Quindi il Comune potrebbe bloccare il ravvedimento con una semplice richiesta di chiarimenti in merito al mancato pagamento. In tal caso verrà applicata la sanzione del 30% dell'importo non versato, a cui devono aggiungersi gli interessi moratori fissati dall'ente nei limiti di tre punti di differenza rispetto al tasso legale (comma 165 della legge finanziaria 2007), quindi fino al 4% annuo.
Dal punto di vista operativo il contribuente deve indicare nel modello F24 l'importo complessivo (sommando all'imposta le sanzioni e gli interessi), barrare la casella «Ravv.» e inserire il codice tributo (3912 per le abitazioni principali, 3914 per i terreni agricoli e così via). Non vanno invece utilizzati i codici 3923 e 3924, che riguardano gli interessi e le sanzioni da accertamento, non da ravvedimento.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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