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NOVITÀ NORMATIVE

PERSONALE: LA RAGIONERIA GENERALE CONTROLLA I CONTRATTI DECENTRATI.

Gli effetti dei controlli ispettivi della Ragioneria generale dello Stato iniziano a farsi sentire pesantemente nella gestione del personale degli enti locali. Se fino a poco tempo fa, la crescente severità normativa poteva apparire come un problema accademico, nell'ultimo anno ha subito una forte accelerazione e i casi si stanno moltiplicando da Nord a Sud. Solo per citare alcuni municipi di grandi dimensioni si ricordano Vicenza, Firenze e Reggio Calabria.
Cosa contengono i verbali ispettivi? Le contestazioni sono numerose e variegate ma si possono ricondurre a due macro categorie: non corretta costituzione del Fondo per le risorse decentrate e utilizzo improprio delle risorse. Gli errori quantitativamente più rilevanti sul fondo riguardano le risorse aggiuntive inserite "discrezionalmente" dagli enti. Sull'utilizzo, codificato in sede di contratto decentrato, il leit motiv si riscontra da una parte nella mancanza di selettività nell'attribuzione dei premi (in particolare produttività e progressioni economiche) e dall'altra sui compensi atipici (indennità non prevista da norma o contratto nazionale a fronte di specifiche prestazioni).
Gli ispettori giungono sempre alla medesima conclusione: indebito inserimento delle risorse nel fondo ed illegittimità delle clausole del contratto decentrato.
La norma sanziona l'inserimento di risorse con la responsabilità amministrativa e l'illegittimità delle clausole con la nullità delle stesse che, a sua volta, configura un'ulteriore fattispecie di danno erariale. Il problema si amplifica in quanto il periodo verificato non si limita ad una sola annualità ma interessa tutte le irregolarità non ancora prescritte.
Ricevuto il verbale ispettivo, la palla torna nelle mani degli enti, i quali devono decidere quale strategia adottare. Due sono le possibili alternative con effetti diametralmente opposti nel breve e nel lungo periodo.
L'amministrazione persevera nel proprio comportamento convinta di poterlo difendere anche davanti al giudice contabile. I vantaggi immediati sono rappresentati dalla pace sociale in quanto non viene toccato lo stipendio dei dipendenti.
A questo punto sarà l'istruttoria della Corte che potrà concludersi con un'azione di responsabilità chiamando in causa i soggetti che hanno contribuito a riconoscere ed erogare i benefici economici non dovuti.
La platea è molto ampia in quanto va dai dirigenti al segretario e al direttore generale, dai revisori dei conti ai componenti dell'Oiv e alla Giunta comunale. Senza dimenticare che, in un atto di citazione della procura contabile toscana, vengono annoverate anche le organizzazioni sindacali.
L'alternativa consiste nel recuperare dai dipendenti le somme contestate. L'attuazione di questa strategia salva dal rischio di danno erariale solo nel momento in cui risulta conclusa l'integrale restituzione degli indebiti.
D'altro canto sono evidenti gli effetti di questa operazione sia sulle buste paga e che sul clima all'interno dell'ente; senza dimenticare le ripercussioni mediatiche.
Anche in questo caso non si rimane indenni dai contenziosi, cambia solo la magistratura competente: si passa dalla Corte dei conti al giudice del Lavoro. Infatti, il verbale ispettivo non può dichiarare la nullità degli atti o dei contratti e l'amministrazione, per escludere la responsabilità, dovrà chiedere una sentenza di accertamento. Scelta che, per ora, ha confermato la sospensione delle progressioni economiche orizzontali a Reggio Calabria. In caso contrario, con ogni probabilità, saranno i dipendenti a far valere le proprie ragioni.
Il perpetrarsi dei comportamenti contestati, dopo i rilievi ispettivi, potrebbe aggravare la situazione dei responsabili configurandosi per loro il dolo. Forse è questo che l'Anci sta chiedendo, a gran voce, una soluzione normativa.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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