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NOVITÀ NORMATIVE

SPAZI PATTO 2014: RICHIESTE ANCHE A ZERO!

Gli enti locali devono trasmettere al Mef le richieste di spazi finanziari in deroga al Patto anche se hanno estinto tutti i loro debiti al 31/12/2012. In tal caso, il modulo deve essere compilato indicando importi pari a zero. Non occorre, invece, alcuna richiesta per partecipare al riparto del tesoretto da 1 miliardo stanziato dalla legge 147/2013 per gli altri pagamenti in conto capitale: le quote, infatti, saranno assegnate in automatico in proporzione agli obiettivi 2014.
Il doppio chiarimento arriva da Via XX Settembre, che lo ha fornito rispondendo ai quesiti posti da alcune amministrazioni.
Il primo riguarda la richiesta da presentare entro il 14 febbraio per accedere ai 500 milioni messi a disposizione dall'art. 1, comma 546, della legge 147/2013 al fine di consentire il pagamento dei debiti pregressi. Il Mef ha precisato che il modulo (cui si accede dal portale della Ragioneria generale dello Stato), va compilato e inviato anche da chi non ha più nulla da pagare: in tal caso, ovviamente, nei campi vanno indicati importi pari a zero. Ricordiamo che le richieste possono riguardare esclusivamente: a) debiti in conto capitale certi, liquidi ed esigibili al 31/12/2012; b) debiti in conto capitale per i quali, alla predetta data, sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento, ivi inclusi i pagamenti delle province in favore dei comuni; c) debiti in conto capitale riconosciuti al 31/12/2012 ovvero che presentavano i requisiti per il riconoscimento entro la medesima data.
Non è necessaria, invece, alcuna richiesta per la distribuzione degli ulteriori spazi finanziari offerti dal successivo comma 535 della legge di stabilità 2014, pari complessivamente a 1 miliardo (di cui 850 milioni a favore dei comuni e 150 milioni a favore delle province) e destinati a favorire altri tipologie di pagamenti di parte capitale. In tal caso, il riparto sarà effettuato in automatico dal Mef, che assegnerà a ciascuna amministrazione una quota proporzionale al proprio obiettivo di Patto 2014. Quest'ultimo, a sua volta, sarà ricalcolato dallo stesso Ministero applicando la clausola di salvaguardia che impedisce un aggravio superiore al 15% rispetto al target determinato in base alle regole previgenti.
FONTE: ITALIA OGGI

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