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NOVITÀ NORMATIVE

NUOVA CONTABILITA': I BILANCI VERSO L'ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DI CASSA.

Via libera del consiglio dei ministri di ieri al decreto correttivo della riforma della contabilità pubblica, che secondo il calendario attuale è destinata a cambiare volto ai bilanci di tutte le Pubbliche amministrazioni a partire dal 2015. Il decreto legislativo approvato ieri, che ora andrà sui tavoli della Conferenza unificata e delle commissioni parlamentari, integra la riforma scritta nel Dlgs 118/2011, e in particolare prova a rimuovere uno degli ostacoli fondamentali, rappresentato in particolare per le amministrazioni locali dalla gestione contabile delle entrate accertate e non riscosse.
La nuova contabilità rivoluziona infatti i metodi di gestione del bilancio, e impone nei fatti il principio dell'accertamento di cassa che tende a far coincidere l'iscrizione in bilancio dell'entrata con l'anno del suo effettivo incasso. Per passare al nuovo linguaggio contabile, occorre riesaminare la massa dei «residui attivi», cioè le entrate che negli anni gli enti hanno messo nel bilancio ma per varie ragioni (inciampi nella riscossione, contenziosi e così via) non si sono trasformate in incassi reali: nella nuova contabilità, i residui attivi devono essere "coperti" da un fondo per i crediti di dubbia esigibilità, che negli enti con i problemi maggiori rischia di bloccare il bilancio sottraendo quote anche rilevanti di risorse alla gestione corrente. Per superare il problema, si prospetta una sorta di piano di rientro che permetta di recuperare progressivamente negli anni gli squilibri nati dal nuovo impatto dei residui attivi.
La riforma interviene anche sull'altro versante critico, cioè la spesa in conto capitale, dove si accumulano i «residui passivi» costituiti dalle somme impegnate ma non ancora spese. Nei nuovi bilanci, la programmazione di ogni opera pubblica si tradurrà in un fondo pluriennale vincolato, che eviterà di impegnare l'intera somma nell'anno iniziale e permetterà ai bilanci di fotografare realmente la dinamica dei pagamenti.
Sempre ieri, il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma del Dpr 187/1998 che regola i rimborsi ai Comuni per le spese dei tribunali "anticipate" dalle amministrazioni locali. La riforma prova a superare il problema dei mancati rimborsi (i Comuni lamentano un credito di 300 milioni), definendo un budget e incentivando i risparmi: il problema, riconoscono però all'interno dello stesso Governo, è proprio il budget, che va incrementato.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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