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NOVITÀ NORMATIVE

OBIETTIVI PATTO 2014: LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA PENALIZZA MOLTI COMUNI.

Per pochi che ci guadagnano, sono in molti a perderci. Qualcuno anche pesantemente. La clausola di salvaguardia sul Patto 2014 premia 233 comuni, assegnando loro un obiettivo più leggero di quello teorico previsto dalle nuove regole, e ne penalizza oltre 5.400, appesantendo il loro target. Ma il meccanismo si applica solo per quest'anno, per cui dal 2015 non ci sarà più alcuna forma di solidarietà forzata.
Ieri, la Conferenza stato-città e autonomie locali ha dato il via libera al decreto del Mef che applica l'art. 32, comma 2-quinquies, della l 183/2011 (inserito dalla legge 147/2013). Tale norma punta a sterilizzare gli aumenti eccessivi del saldo obiettivo del Patto 2014 derivanti per alcuni comuni dalle nuove regole introdotte dalla legge di stabilità.
Quest'ultima, infatti, ha modificato la base di calcolo, identificandola con la spesa corrente media registrata negli anni 2009-2011; in precedenza, il riferimento era al triennio 2007-2009. In alcuni casi, tale passaggio avrebbe comportato un pesante aggravio, che si è voluto limitare attraverso una clausola di salvaguardia: in pratica, il target 2014 non può essere superiore a quello del 2013 maggiorato del 15%. Gli enti che avrebbero avuto un valore superiore, quindi, se lo sono visti ridurre a tale importo. Ma come sempre accade in questi casi, il gioco è a somma 0, per cui lo sconto concesso ad alcuni comuni è stato compensato con una stretta aggiuntiva su tutti gli altri, che si sono visti aumentare l'obiettivo teorico.
A guadagnarci, come detto, sono in pochi, poco più del 4% degli oltre 5.600 comuni soggetti al Patto. Il bonus più alto è quello assegnato a Roma: al Campidoglio, infatti, sono andati oltre 67 milioni, più del 62% dei circa 108 milioni spostati dalla clausola. Se si esclude il caso de L'Aquila (che ha portato a casa una riduzione di oltre 20 milioni, evitando la beffa di un Patto più pesante per colpa delle spese post terremoto), gli altri vincitori della lotteria hanno spuntato premi più modesti. A farne le spese ,sono stati tutti gli altri, per importi che vanno dai 3,4 milioni di Torino agli 84.000 euro di Calmiera (poco più di 7.000 abitanti in provincia di Lecce).
Attenzione, però: la rimodulazione, al momento, è prevista solo per quest'anno, per cui dal 2015 (salvo modifiche) ognuno si terrà i propri obiettivi. Per la Capitale, quindi, e per gli altri comuni beneficiati, il salasso è solo rimandato ed è destinato ad aggravarsi dal 2016 per effetto dell'incremento dei moltiplicatori.
La Conferenza ha anche dato il via libera ad altri provvedimenti in materia di Patto. Innanzitutto, è stata stabilita la percentuale di riduzione degli obiettivi degli enti che stanno sperimentando il nuovo bilancio armonizzato: il target delle province sarà abbattuto del 17,41%, mentre quello dei comuni è ridotto del 52,80% rispetto ai valori calcolati con le percentuali standard. Per gli altri enti, l'obiettivo sarà quello calcolato applicando i coefficienti massimi (20,25% per le province, 15,07% per i comuni).
Anche lo sconto per gli sperimentatori riguarda il solo 2014, mentre dal prossimo anno dovrebbe ripartire la lotteria della virtuosità. Nelle more, comunque, gli obiettivi 2015 e 2016 vanno calcolati per tutti gli enti applicando i coefficienti massimi (gli stessi del 2014 per il 2015, che dal 2016 saliranno a 21,05% per le province e 15,62% per i comuni). Come al solito, gli obiettivi andranno comunicati al Mef con la solita procedura via web entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto sulla G.U. (che non lo farà, sarà considerato inadempiente al Patto).
Infine, sono stati approvati il dm relativo alla certificazione del Patto 2013 (da inviare con firma digitale entro il prossimo 31 marzo) e quello che ripartisce fra i comuni alluvionati della provincia di Olbia i 10 milioni di bonus stanziati dalla legge 147.
FONTE: ITALIA OGGI

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