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NOVITÀ NORMATIVE

BILANCI AL 30 APRILE MA SI PROFILANO ULTERIORI SLITTAMENTI.

È atteso per i primi giorni di settimana prossima l'emendamento governativo sulla Tasi che dovrebbe prevedere uno 0,8 per mille aggiuntivo, oltre i limiti del 2,5 per mille sull'abitazione principale e del 10,6 per mille (nella somma Imu + Tasi) sugli altri immobili, per finanziare le detrazioni sull'abitazione principale.
Il lavoro istruttorio, che si sta ultimando, ha fatto però venire allo scoperto i problemi di una quadratura del cerchio che continua a essere difficile, e dovrebbe portare qualche novità ulteriore. Prima di tutto, è a rischio il vincolo che impone di dedicare il gettito aggiuntivo "esclusivamente" alle detrazioni, perché il gioco a somma zero (più aliquota, più detrazioni) non darebbe nessuna risorsa in più ai Comuni: al suo posto, potrebbe rispuntare la formula ipotizzata all'inizio, che chiede di destinare i frutti degli aumenti "prioritariamente" o "prevalentemente" alle detrazioni, lasciando margini di manovra nei fatti difficili da controllare.
Per i contribuenti, che con la modifica "perderanno" anche i 500 milioni messi sul piatto dalla legge di stabilità per gli sconti Tasi, si tratterebbe di un ulteriore incremento della pressione fiscale. Per i Comuni, la novità porterebbe più margini nel tentativo di pareggiare le entrate 2013, ma resta da capire se questo basterebbe ai tanti enti che fino all'anno scorso hanno alzato le aliquote Imu verso i massimi, e che di conseguenza hanno maggiori difficoltà a ritrovare lo stesso livello di entrata nel 2014. Sul tema, comunque, è probabile che si impenni la polemica politica, che rischia di rendere accidentato il percorso del decreto "Salva-Roma bis", in scadenza a fine mese, nel quale dovrebbe confluire l'emendamento.
L'eterna incertezza sulle regole di finanza locale ha intanto prodotto un nuovo rinvio del termine per approvare i bilanci preventivi, e quindi anche i regolamenti e le aliquote dei tributi, che però il Governo ha deciso di spostare a una data problematica: il 30 aprile. Quest'anno il 50% dei Comuni (tra cui Firenze e Bari, per citare i maggiori) va alle elezioni, che saranno con tutta probabilità calendarizzate insieme alle europee di fine maggio. In questi oltre 4mila Comuni, l'attività amministrativa ordinaria si chiude 45 giorni prima del voto (quindi a inizio aprile), e in molti casi sarà difficile chiudere davvero i conti in tempo.
In teoria, a fine aprile i consigli e le giunte "sciolte" potrebbero approvare i preventivi, perché la legge lo consente, ma appare problematica la scelta di affidare l'atto politico più importante dell'anno a organi che di fatto hanno già esaurito la loro funzione. All'orizzonte, quindi, già si delinea un nuovo rinvio, ma a questo punto si dovrà andare a dopo l'estate perché tra elezioni, ballottaggi e insediamenti i nuovi organi politici non saranno in campo prima di luglio.
Anche perché la Tasi troneggia sul dibattito politico ma non è l'unica incognita che ostacola l'approvazione dei preventivi. Un altro grande punto interrogativo, collegato al primo, riguarda l'assegnazione degli oltre 6,6 miliardi del fondo di solidarietà comunale, i cui parametri di distribuzione sono stati cambiati dalla legge di stabilità. Il Governo, secondo le nuove regole, dovrà tenere conto dei livelli standard di aliquote e detrazioni Tasi (ma questo secondo parametro non esiste), e dovrà anche collegare il 10% del fondo ai "fabbisogni standard" (approvati dalla Copaff ma manca il decreto attuativo), con modalità ancora tutte da decidere.
Insomma, la catena dei rinvii è partita, e coinvolge anche i Comuni che comunque decideranno di approvare i bilanci in queste settimane perché le aliquote potranno essere in ogni caso modificate fino alla scadenza definitiva nazionale. «I problemi di finanza locale non si risolvono con le proroghe», ha commentato Alessandro Cosimi, coordinatore delle Anci regionali, e in effetti le dilazioni rischiano di aprire anche un problema di liquidità nelle casse comunali: l'anno scorso è stato tamponato con le erogazioni anticipate e con la possibilità di calcolare l'acconto Tares sulle regole 2012, e quest'anno si rischia la replica.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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