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NOVITÀ NORMATIVE

TARI: VERSO L'ESENZIONE DEI RIFIUTI ASSIMILATI.

Il bollettino precompilato non è l'unico fronte su cui i tecnici del Governo stanno lavorando per modificare le regole Iuc scritte nella legge di stabilità, al di là del nodo politico sulle aliquote aggiuntive Tasi che dovrebbero finanziare, in tutto o in parte, le detrazioni per le abitazioni principali.
Alcuni dei commi finiti sotto osservazione sono "refusi normativi" figli della fretta con cui è stato elaborato il maxiemendamento finale alla legge di stabilità, ma la loro revisione potrebbe avere effetti importanti per i contribuenti.
Il nodo più importante riguarda il trattamento Tari dei rifiuti assimilati a quelli urbani che le imprese dimostrino di aver avviato autonomamente al recupero, senza quindi utilizzare il servizio comunale di smaltimento. Per questi rifiuti, la legge di stabilità prevede due trattamenti, in contrasto fra loro: prima (comma 649) si dice che i Comuni possano introdurre sulla parte variabile della tariffa sconti «proporzionali alle quantità che i produttori dimostrino di avere avviato al recupero», ma una manciata di righe dopo (comma 661) si stabilisce tout court che per i rifiuti assimilati avviati al recupero dai produttori «il tributo non è dovuto». Delle due regole, ovviamente, può sopravviverne solo una, e l'Economia sembrerebbe orientato a mantenere l'esenzione integrale, scostandosi così dal meccanismo delle agevolazioni che caratterizzava Tarsu e Tia.
Se l'ipotesi sarà confermata dal correttivo, sarebbe naturalmente una buona notizia per le imprese, che si vedrebbero escluse dal pagamento di una quota di servizio che non utilizzano quando provvedono in modo autonomo al recupero dei rifiuti assimilati. La mossa, però, non cambierebbe la pressione tributaria complessiva, perché la Tari ripropone l'obbligo già previsto nella Tares (e spesso non attuato a causa delle proroghe che hanno finito per far rivivere anche nel 2013 la vecchia Tarsu) di copertura «semi-integrale» dei costi del servizio, con la possibilità di finanziare con altre risorse di bilancio sconti ed esenzioni che non superino il 7% di questi costi. In pratica, quindi, la Tari non pagata per i rifiuti assimilati citati sopra si scaricherebbe sugli altri contribuenti.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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