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NOVITÀ NORMATIVE

TASI: GLI AUMENTI DESTINATI ALLE DETRAZIONI.

La super-Tasi che si genera con l'aumento ulteriore dello 0,8 per mille deve servire a finanziare detrazioni in grado di garantire che nessuna abitazione principale paghi con il nuovo tributo più di quanto versava di Imu nel 2012; per aiutare i Comuni in questa impresa facendo quadrare i conti, viene assegnato un contributo da 625 (ma la cifra è da definire), in larga parte recuperato dal mezzo miliardo che la legge di stabilità aveva già destinato alle detrazioni.
La Tasi potrà essere versata solo con bollettino postale o F24 (spesso in autoliquidazione, secondo la bozza di decreto attuativo), mentre gli altri strumenti (Rid, Mav eccetera) vengono lasciati alla sola Tari, che non viene applicata ai rifiuti assimilati agli urbani e smaltiti autonomamente dai produttori. Solo per la Tari, inoltre, viene garantita la possibilità di affidare la riscossione agli stessi soggetti dell'anno scorso, cancellando l'errata opzione sulla Tasi introdotta dalla legge di stabilità.
Prende questa forma il pacchetto di modifiche alla fiscalità locale, che per ora va in un Titolo II del decreto legge sulla casa e accoglie un ampio ventaglio di interventi sulla finanza locale. Dall'anticipo di quasi 1,5 miliardi di fondo di solidarietà comunale per mantenere la liquidità delle casse locali alle sanatorie per Napoli, Reggio Calabria e gli altri enti con piano anti-dissesto bocciato dalla Corte dei conti, un colpo di spugna sulle sanzioni per i Comuni (Firenze, Vicenza, ancora Reggio Calabria) troppo generosi nei contratti integrativi che si sono visti contestare dalla Ragioneria generale le somme in eccesso erogate ai dipendenti e un'iniezione di flessibilità su mutui e dirigenti a termine negli enti locali.
La tempesta politica sull'ipotesi di staffetta fra Letta e Renzi non permette di prevedere se il decreto casa sarà in effetti il veicolo finale di questo menu normativo, che potrebbe anche essere spacchettato e tradursi in emendamenti ai tanti decreti legge in conversione soprattutto per quel che riguarda le regole più urgenti: cioè gli emendamenti su Tasi e Tari, indispensabili al nuovo fisco locale targato Iuc per muovere i primi passi, ma anche i salva-città senza i quali Napoli e Reggio Calabria scivolano verso il dissesto e i dipendenti comunali di Vicenza, Firenze e altri centri rischiano di vedersi chiedere indietro a rate migliaia di euro percepiti negli anni passati.
Le regole su Tari e Tasi sono ovviamente quelle di più diretto interesse per i contribuenti. La girandola delle aliquote, con la possibilità per i Comuni di portare al 3,3 per mille il tributo sull'abitazione principale e all'11,4 per mille la somma di Imu e Tasi sugli altri immobili, dovrebbe portare secondo il testo preparato dal Governo a introdurre sconti «tali da generare effetti sul carico di imposta Tasi equivalenti a quelli determinatisi per l'Imu» sullo stesso immobile.
Tradotto, significa prima di tutto che i quasi 5 milioni di case che non hanno mai pagato l'Imu grazie alle detrazioni fisse, sufficiente ad azzerare l'imposta lorda generata dal loro valore imponibile medio-basso (circa 47mila euro per le famiglie senza figli, 60mila per quelle con un figlio e così via), non dovrebbero versare nemmeno la Tasi. Per raggiungere l'obiettivo indicato nella bozza di decreto anche per le case di valore un po' più alto servirebbero sconti progressivi, in grado di tenere la Tasi sempre sotto o pari alla vecchia Imu, mentre per le case più grandi non occorrerebbe nessuna detrazione. L'obiettivo, insomma, si tradurrebbe in un meccanismo flessibile, da determinare in base alle diverse situazioni comunali, in un sistema che pare difficile da governare davvero.
Nel pacchetto entra anche l'esenzione per i rifiuti "assimilati" e smaltiti autonomamente dalle imprese. Per le aziende sarebbe un deciso alleggerimento (da un tributo legato peraltro a un servizio che non utilizzano per i rifiuti smaltiti autonomamente), che rischia però di scaricarsi sugli altri contribuenti con aumenti del 30% secondo le prime stime perché la Tari deve coprire i costi del servizio (con una deroga massima del 7%): secondo Federambiente, l'esenzione sarebbe il frutto di una «interpretazione fantasiosa» che mette a rischio la corretta gestione del ciclo rifiuti. Un'altra esenzione, sia da Tasi sia da Tari, sarebbe garantita alle basiliche, al palazzo pontificio di Castel Gandolfo, ai palazzi della Datarìa, della Cancelleria, di Propaganda Fide in Piazza di Spagna e agli altri immobili citati negli articoli 13-16 dei Patti Lateranensi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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