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NOVITÀ NORMATIVE

TASI A RISCHIO SUI GETTITI MINIMI!

La Tasi, come già la mini-Imu, rischia di inciampare sull'ostacolo degli importi minimi. In presenza di immobili occupati da soggetti diversi dal possessore, infatti, la quota a carico dell'occupante, in non pochi casi, sarà inferiore ai 12 euro al di sotto dei quali la legge (in mancanza di un diverso limite fissato dal comune) esclude l'obbligo di procedere al versamento. Il problema nasce dall'art. 1, comma 681, della legge147/2013, ai sensi del quale, nel caso in cui l'unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale, l'occupante deve versare la Tasi in una misura, stabilita dal comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30% dell'ammontare complessivo, mentre la restante parte è corrisposta dal possessore.
La norma presenta diversi nodi interpretativi. In primo luogo, non è chiaro se l'aliquota da applicare debba essere necessariamente quella prevista per gli immobili diversi dall'abitazione principale, anche quando si tratti di unità dove l'occupante ha collocato la propria residenza e dimora abituale.
Per il 2014, in ogni caso, l'aliquota massima non potrà superare il 2,5 per mille, che i comuni dovrebbero poter spingere fino al 3,3, con il vincolo, però, di prevedere detrazioni. In presenza di una base imponibile non elevata, il debito carico dell'occupante ammonterà al massimo a poche decine di euro. Consideriamo l'abitazione italiana tipo, che secondo la fotografia scattata dal catasto nel 2012 ha una rendita di 447 euro. Con un'aliquota al 2,5 per mille, l'eventuale occupante dovrà versare da un minimo di 19 ad un massimo di 56 euro, a seconda di dove si collocherà la scelta del comune fra il minimo ed il massimo previsto dalla legge. Con l'aliquota all'1 per mille, ovviamente, i valori scendo, assestandosi fra un massimo di 22 ed un minimo di 7 euro. In quest'ultimo caso, ovviamente, nulla sarebbe dovuto, a meno che il comune abbia abbassato il minimo legale di 12 euro.
È vero che ben pochi comuni potranno permettersi di applicare l'aliquota base, se non addirittura un'aliquota inferiore. Tuttavia, occorre considerare che in molti casi le rendite catastali sono decisamente inferiori al valore medio nazionale. Per una rendita catastale di 150, ad esempio, la forchetta per l'occupante è fra i 6 ed i 19 euro, anche con un'aliquota al 2,5 per mille. Occorre considerare inoltre, che i comuni non hanno una banca dati aggiornata sugli occupanti e quindi è probabile che si attestino sulla quota minima del 10%. In tali casi, come detto, si dovrà tenere conto del fatto che, per valori imponibili medio-bassi, la Tasi dovuta potrà risultare vicina, se non inferiore, ai minimi.
Ciò, da un lato, rischia di incentivare ulteriormente l'evasione, dall'altro rende assai poco conveniente per i comuni la gestione del tributo e l'attivazione delle procedura di riscossione coattiva. In diversi comuni, il gettito atteso dagli occupanti degli immobili di modesto valore è di poco superiore al costo dell'invio del solo bollettino precompilato di pagamento. Ovviamente, se dovesse prevalere la tesi per cui un immobile occupato da un soggetto diverso dal possessore non è prima casa, il problema potrebbe essere aggirato applicando solo l'Imu.
FONTE: ITALIA OGGI

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