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NOVITÀ NORMATIVE

ANCI E PATTO DI STABILITA' INSOSTENIBILE

A Caerano San Marco, 8mila anime nel Veneto profondo tra Montebelluna e Bassano del Grappa, sul comune è piovuto un milione e mezzo di euro, dono di un abitante che avrebbe gradito vederli utilizzare per il restauro di una scuola; ma non si può, come racconta il presidente veneto dei costruttori dell'Ance, perché il patto di stabilità impone di parcheggiarli in cassa.
Donazioni a parte, il problema esiste anche nella gestione ordinaria e soprattutto al Nord, dove i sindaci si sono messi a gridare più di una volta fino alla manifestazione milanese di piazza San Babila di inizio aprile. Anche per questo dalle parti dell'associazione dei comuni è di nuovo tempo di ultimatum.
Ieri il ministro della Semplificazione Calderoli ha chiesto ancora un po' di pazienza, spiegando che il cambio di rotta arriverà con il decreto sull'autonomia tributaria degli enti locali. Sarà il secondo provvedimento attuativo del federalismo fiscale, è in programma per settembre, e secondo Calderoli «ci consentirà di affrontare anche le questioni legate al patto di stabilità». Per l'associazione dei sindaci guidata da Sergio Chiamparino, però, tutto questo tempo non c'è; oggi si riunirà il consiglio nazionale dell'Anci, e a meno di novità dell'ultimo minuto il sindaco di Torino proporrà ai colleghi di tornare a manifestare sotto Palazzo Chigi. Una riedizione della protesta di dicembre, quando i sindaci riuniti a Roma si trasferirono in piazza Montecitorio per opporsi contro il taglio ai posti in giunta e consiglio previsto in finanziaria.
Quella manifestazione è servita, vista la versione ultralight della dieta alla politica locale confluita nel decreto «salva-enti», che alle ultime elezioni amministrative ha cancellato solo una manciata di seggi rimandando i tagli veri ai prossimi anni. Sul patto di stabilità, però, la partita è più complicata, e si è finora scontrata con il «non possumus» del ministero dell'Economia che in questo periodo ha ottimi argomenti per stoppare misure a rischio deficit.
Per disinnescare la minaccia dell'Anci serve una convocazione immediata dal governo, che secondo Chiamparino deve avere almeno due temi all'ordine del giorno: un «allentamento immediato» del patto di stabilità, che offra l'antipasto per una «rivisitazione complessiva» dei vincoli di finanza pubblica, e «notizie certe» su tempi e contenuti dell'attuazione del federalismo fiscale.
L'accento è soprattutto sul primo punto, e sulla frenata agli investimenti prodotta dai meccanismi di calcolo che registrano (e limitano) i pagamenti in conto capitale. Il tema è sentito soprattutto nelle regioni settentrionali, dove si concentra la maggior parte degli investimenti pubblici locali la caduta è generalizzata e porta l'impegno locale negli investimenti a livelli inferiori del 30-40% rispetto a due anni fa. Anche quando partono, le opere soffrono poi sul fronte dei pagamenti, perché nelle casse dei comuni ci sono ancora 12-13 miliardi di residui congelati dai vincoli del patto.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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