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NOVITÀ NORMATIVE

CONTRATTI LOCALI : GLI EVENTUALI SFORAMENTI DA RIASSORBIRE SUI NUOVI CCNL.

Le regioni e gli enti locali che hanno sforato i vincoli alla contrattazione integrativa dovranno recuperare le risorse erogate in eccesso dai fondi che verranno stanziati quando sarà chiuso il prossimo Ccnl. Non ci sarà dunque nessun rischio di prelievo in busta paga per il personale (dirigenziale e non) che ha ricevuto le somme extra, ma solo un «graduale riassorbimento delle stesse, con quote annuali e per un numero massimo di annualità corrispondenti a quelle in cui si è verificato il superamento dei vincoli». Gli enti spendaccioni, però, dovranno ridurre le spese per il personale fino ad arrivare a un taglio di almeno il 20% dei dirigenti e del 10% dei dipendenti da attuare attraverso piani di snellimento delle strutture amministrative e accorpamento di uffici.
La cura draconiana contro la lunga sfilza di enti locali, soprattutto comuni, che in questi anni hanno largheggiato nell'erogazione di risorse (gli accertamenti della Ragioneria sono ancora in corso, ma la lista annovera nomi illustri come Roma, Reggio Calabria, Messina, Venezia), è contenuta nel disegno di legge che recupera tutti gli emendamenti al dl Salva Roma bis (dl 151/2013) approvati dalla commissione bilancio del senato e poi cassati in aula dal presidente Pietro Grasso.
Il ddl, firmato da tutti i capigruppo delle forze politiche presenti in senato (ad eccezione della Lega e del M5S), è stato già assegnato alla commissione presieduta da Antonio Azzollini che inizierà oggi a esaminarlo in sede deliberante con l'obiettivo di approvarlo in tempi rapidissimi per poi passare la palla a Montecitorio dove dovrebbe godere della stessa corsia preferenziale. «Il nostro auspicio è che anche la camera possa riconoscerlo stesso iter», spiega Giorgio Santini (Pd), estensore dell'emendamento contro gli enti spreconi e di molte altre norme confluite nel ddl, «anche perché si tratta di disposizioni già approvate su cui c'è ampia condivisione».
È il caso per esempio della norma sulla relazione di fine mandato che potrà essere redatta con un po' di ansia in meno dai circa 4000 sindaci in scadenza. Il termine entro cui il sindaco dovrà firmare il documento, redatto dal responsabile finanziario o dal segretario, viene infatti ridotto da 90 a 60 giorni dalla data di scadenza del mandato. Consentendo così una tempistica più rilassata ai comuni che andranno al voto a maggio che diversamente avrebbero già dovuto attivarsi in tal senso.
Il ddl recupera anche l'imposta di sbarco nelle isole minori (2,50 euro elevabili a 5 in caso di fenomeni vulcanici) e le norme ad hoc per il riequilibrio di bilancio nei comuni in dissesto con più di 20 mila abitanti. In questi enti, se l'assestamento dei conti è condizionato alla riduzione dei costi dei servizi e alla razionalizzazione delle partecipate, il comune potrà raggiungere il riequilibrio entro l'esercizio in cui ha portato a termine la riorganizzazione e in ogni caso entro tre anni (compreso quello in cui è stato deliberato il dissesto).
Nei comuni con più di 60.000 abitanti che non hanno rispettato il patto di stabilità nel 2012 (L'Aquila, Cremona e Sanremo tra i più importanti) la riduzione dei trasferimenti sarà irrogata dal ministero dell'interno nel terzo esercizio consecutivo a quello in cui è stato raggiunto l'equilibrio di bilancio.
Confermate anche le norme pro Venezia e Chioggia. I due comuni che hanno sforato il patto di stabilità a causa dei contributi ricevuti dallo Stato non andranno incontro al blocco delle assunzioni e riceveranno una riduzione soft dei trasferimenti che non potrà essere superiore al 3% delle entrate correnti registrate nell'ultimo bilancio consuntivo.
A completare il quadro degli interventi urgenti in favore degli enti locali si segnala anche la proroga che garantisce una continuità nella pulizia delle scuole consentendo alle amministrazioni di acquistare (alle stesse condizioni economiche e tecniche) tali servizi dalle imprese che li assicuravano al 31 dicembre 2013.
Nel ddl trova spazio anche una rilevante modifica al codice antimafia in materia di beni confiscati alla criminalità organizzata. I cespiti, sottratti alle cosche e finora acquisiti solo al patrimonio dello stato, potranno essere trasferiti anche ai comuni, alle province e alle regioni in cui si trovano. L'unica condizione è che la nuova destinazione del bene non sia tale da pregiudicare i diritti dei creditori dell'azienda espropriata».
Completano il quadro alcuni interventi settoriali, come la stabilizzazione nelle Fondazioni lirico-sinfoniche (che entro 60 giorni dovranno regolarizzare il personale artistico che abbia svolto attività lavorativa per almeno 340 giorni nell'ultimo triennio), gli interventi per l'alluvione in Sardegna e per il terremoto del 2012 in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto e del 2009 in Abruzzo, nonché l'alleggerimento delle sanzioni per i titolari di libretti al portatore con saldo pari o superiore a 1.000 euro. Chi ha ancora questi titoli in banca o alla posta e non li ha estinti o ridotti sotto la soglia di 1.000 euro, non rischierà più una sanzione dal 30 al 40% del saldo, ma una molto più leggera: dall'1 al 10%.
FONTE: ITALIA OGGI

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