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NOVITÀ NORMATIVE

TARI: NIENTE TASSAZIONE SULLE AREE CHE PRODUCONO RIFIUTI SPECIALI MA, LA NORMA NON E' CHIARA!

Non sono soggette al pagamento della Tari le superfici in cui vengono prodotti rifiuti speciali. Nella determinazione della superficie tassabile, però, non si calcola quella parte dove si formano questi rifiuti in modo continuativo e prevalente, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori. È quanto prevede l'articolo 1, comma 649, della legge di Stabilità (147/2013). La formulazione di questa norma è tutt'altro che un esempio di chiarezza, in quanto fa già discutere e può generare contenzioso nella parte in cui richiede la produzione di rifiuti speciali «in via continuativa e prevalente» al fine di ottenere l'esonero dal prelievo.
Il dubbio che si pone è se qualora sussista il requisito della continuità e prevalenza non possono essere tassate integralmente le superfici in cui si producono anche rifiuti speciali oppure se il beneficio rimane sempre circoscritto alla parte della superficie interessata e l'esonero è solo parziale. Nonostante l'infelice formulazione della disposizione di legge, si ritiene che l'agevolazione fiscale sia sempre limitata alla parte dell'immobile interessata dalla formazione di questi rifiuti e non si estende all'intera superficie, vale a dire a quella in cui si producono rifiuti ordinari. La novità rispetto al passato, infatti, è che una «parte di essa» può essere esclusa dalla tassazione solo a condizione che la produzione di rifiuti speciali risulti continuativa e prevalente.
Nel caso in cui sussista questa condizione allo smaltimento dei rifiuti sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori. Ma l'esclusione dell'obbligo di conferirli al servizio pubblico si ha solo nei casi in cui sia fornita dimostrazione del loro avvio al recupero, con attestazione di ricevuta da parte dell'impresa incaricata del trattamento. Inoltre, spetta al contribuente provare quale parte dell'immobile non sia soggetta alla tassa.
Peraltro il comma 682, lettera a), numero 5) della legge di Stabilità attribuisce al comune la facoltà di concedere con regolamento una riduzione tariffaria in caso di autosmaltimento. In particolare, l'amministrazione comunale può individuare categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare riduzioni rispetto all'intera superficie su cui l'attività viene svolta.
FONTE: ITALIA OGGI

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