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civica

NOVITÀ NORMATIVE

LIMITA ALLA MOBILITA'

Le procedure di mobilità non devono essere utilizzate per aggirare i limiti alle assunzioni e i vincoli al contenimento della spesa per il personale. Per questo, bisogna evitare che i comuni con meno di 5.000 abitanti, non soggetti al patto di stabilità e svincolati dai limiti alle assunzioni, siano utilizzati come un «serbatoio da cui le altre p.a. possano attingere dipendenti» aggirando la legge. Rispondendo alla camera a un'interrogazione della deputata leghista Giovanna Negro, il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, è stato chiaro: le regole in materia di mobilità tra i vari comparti della p.a. non possono essere interpretate a maglie larghe perché «la mobilità, pur rappresentando sempre uno strumento finanziariamente da privilegiare, si configura in termini di neutralità di spesa solo se si svolge tra amministrazioni entrambe sottoposte a vincoli in materia di assunzioni a tempo indeterminato».
Alla deputata che chiedeva se il ministro intendesse agevolare il passaggio di dipendenti dai piccoli comuni all'Inps, Brunetta ha annunciato la prossima emanazione dei decreti (previsti dagli articoli 29-bis e 30 del Testo unico sul pubblico impiego così come modificato dal dlgs 150/2009) che definiranno la tabella di equiparazione tra i livelli di inquadramento previsti dai diversi contratti collettivi e le misure per favorire il trasferimento di personale nelle amministrazioni con carenze di organico. E ha promesso che ulteriori chiarimenti in materia saranno contenuti in una circolare della funzione pubblica, «in avanzata fase di predisposizione». In quest'ottica, ha proseguito il numero uno di palazzo Vidoni, la riduzione dei comparti di contrattazione della p.a (che sono diventati quattro), rendendo più omogeneo l'ordinamento professionale dei dipendenti pubblici, facilita la mobilità e i relativi inquadramenti.
Tuttavia, ha ricordato infine Brunetta, la necessità di garantire la neutralità finanziaria delle procedure di mobilità, intercompartimentale e non, impone di raggiungere preventivamente un'intesa sui decreti con il ministero dell'economia.
FONTE: ITALIA OGGI

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