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NOVITÀ NORMATIVE

LE NOVITA' DELL'ULTIMO DECRETO LEGGE PER GLI ENTI LOCALI.

Un'extra dote da 625 milioni di euro per puntellare i conti. Ma non solo. Il decreto legge approvato per correggere la disciplina della Iuc contiene altre novità di fondamentale importanza per la chiusura dei preventivi 2014 dei comuni: dall'anticipazione della prima tranche del fondo di solidarietà alla proroga dei tagli per i costi della politica a carico delle amministrazioni in procinto di essere rinnovate, dalla definizione delle modalità di contabilizzazione dell'Imu al riconoscimento di maggiori spazi per l'indebitamento.
La buona notizia per i sindaci è certamente lo svincolo dei 500 milioni già stanziati dalla stessa l 147 per finanziare le detrazioni Tasi e che ora andranno a coprire parte del buco causato dalla cancellazione dell'Imu sulle prime case. A questi, il governo ha aggiunto altri 125 milioni (qualcosa meno dei 200 promessi all'Anci pochi giorni fa). I 625 milioni complessivamente disponibili saranno distribuiti dal Mef secondo una metodologia (da adottare sentita la Conferenza stato città ed autonomie locali) che tenga conto dei gettiti standard ed effettivi dell'Imu e della Tasi.
La cattiva notizia è che i comuni che andranno ad elezioni subiranno il taglio previsto per la riduzione dei costi della politica dall'art. 2, comma 183, della legge 191/2009: la sforbiciata vale in tutto 118 milioni all'anno (7 milioni per le province), che verranno suddivisi in proporzione alla popolazione residente.
I sindaci, però, incassano anche un acconto del fondo di solidarietà pari al 20% di quanto spettante per il 2013, che verrà erogato entro il 15 marzo. In tal modo, si attenuano le criticità di cassa, ma rimane l'incognita sull'ammontare effettivo dell'importo da iscrivere a bilancio, alla luce dei diversi criteri di riparto previsti rispetto allo scorso anno. Sul punto, il dl introduce una parziale semplificazione rispetto alla quota (il 10% dei circa 6,6 miliardi a disposizione) da distribuire in base ai fabbisogni standard: i relativi criteri e modalità (che dovranno tenere conto anche delle capacità fiscali, come precisa la nuova formulazione) dovranno essere messi a punto entro il 15 marzo, altrimenti si applicheranno solo dal 2015, mentre per quest'anno i circa 600 milioni verranno ripartiti con lo stesso meccanismo previsto per il restante 90% del fondo.
Il dl chiarisce finalmente le modalità di contabilizzazione della quota di alimentazione del fondo garantita dai comuni con una parte dell'Imu di propria spettanza (che, come lo scorso anno, verrà trattenuta dall'Agenzia delle entrate): il relativo importo dovrà essere scorporato dall'imposta accertata, che quindi andrà iscritta «al netto». Prevista anche la possibilità di rettifiche contabili sul 2013 per consentire a chi lo scorso anno ha optato per l'iscrizione «al lordo» di omogeneizzare i dati.
Fino al 2015, infine, i comuni potranno indebitarsi anche oltre il tetto dell'8% fissato dall'art. 204 Tuel, per un importo non superiore alle quote di capitale dei mutui e dei prestiti obbligazionari rimborsate nell'esercizio precedente.
FONTE: ITALIA OGGI

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