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NOVITÀ NORMATIVE

TARI: PIANI FINANZIARI 2014 DA RIVEDERE CON CURA.

I produttori di rifiuti speciali assimilati agli urbani non devono pagare la Tari. Il dl sul fisco locale risolve il contrasto normativo creato dalla legge di stabilità. Ora i comuni dovranno rimettere mano ai piani finanziari predisposti in regime Tares, dato che quest'ultima non prevedeva sconti automatici a favore dei produttori. A pagare il conto saranno le utenze domestiche, che rischiano aumenti pesanti. Il decreto correttivo conferma che la nuova tassa sui rifiuti non è dovuta per quelli che il produttore dimostri di avere avviato al recupero, come previsto dal comma 661 della l. 147/2013.
Viene quindi abrogata la seconda parte del precedente comma 649, che lasciava alla discrezionalità dei sindaci l'introduzione e la modulazione dei relativi sconti. Il legislatore, pertanto, ha sconfessato la tesi sostenuta dalla circolare n. 1/2014 del ministero dell'ambiente, secondo cui la seconda norma sarebbe dovuta prevalere sulla prima. Si tratta di un cambio di rotta rispetto al precedente regime di prelievo: la Tares, infatti, in base all'art. 14, comma 1, del dl 201/2011, si applicava a copertura dei costi relativi al servizio di gestione sia dei rifiuti urbani che di quelli assimilati, mentre il successivo comma 18 prevedeva l'applicazione di un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati avviati al recupero.
Non era prevista, quindi, alcuna detassazione automatica e in ogni caso le utenze in questione sostenevano una parte dei costi generali (ad esempio, quelli per lo spazzamento) che non sono del tutto cancellati dallo smaltimento diretto da parte dei produttori. Con la nuova disciplina, invece, i rifiuti assimilati escono completamente dall'ambito di applicazione della Tari, facendo venire meno entrate stimate mediamente in un 30% del totale. Ciò, ovviamente, costringerà i comuni a modificare i piani finanziari approvati nel 2013. Dato che anche la Tari prevede l'obbligo di copertura integrale dei costi del servizio, è ovvio che gli sconti si scaricheranno sulle utenze domestiche. Rimane irrisolto il dubbio riguardante la prima parte del comma 649, riguardante i produttori di rifiuti speciali non assimilati agli urbani.
Il problema nasce dall'inciso «in via continuativa e prevalente» che (a differenza del «di regola» contenuto nell'omologa previsione relativa alla Tares) potrebbe giustificare la richiesta di detassazione con riferimento ad aree con produzione mista.
FONTE: ITALIA OGGI

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