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NOVITÀ NORMATIVE

DEBITI PP.A.: IL GOVERNO PUNTA AL TOTALE PAGAMENTO ENTRO LUGLIO 2014.

L'operazione per lo sblocco totale dei debiti della Pa parte con una certezza: non si conosce la somma esatta da saldare alle imprese. Lo chiarisce il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan durante la conferenza stampa che segue la presentazione del premier. Matteo Renzi parla di un'operazione per pagare 68 miliardi entro luglio, ma lui stesso spiega che questa cifra si riferisce a una stima campionaria di Banca d'Italia, abbastanza datata, che indicava uno stock di 90 miliardi di euro. Ventidue miliardi, spiega Renzi, sono stati già pagati con quanto stanziato dal precedente governo. Sono già disponibili inoltre altri 25 miliardi, il resto (una volta che si conoscerà finalmente l'ammontare dei debiti) andrà pagato attraverso le norme contenute nel disegno di legge. Il Ddl appare ancora un cantiere aperto, le cifre che intervengono sui target di finanza pubblica dovranno essere inserite nel Def (Documento di economia e finanza) di prossima approvazione e poi tutto il meccanismo potrebbe essere travasato in un decreto legge. Ma non basta, perché sull'operazione incombe pericolosamente anche il nuovo articolo 81 della Costituzione sul pareggio di bilancio.
Se ci saranno scostamenti di tipo macroeconomico, ha chiarito sempre Padoan, potrebbe essere necessario essere autorizzati dal Parlamento e Commissione europea. Dal 2014, in particolare, è previsto che lo Stato possa fare nuovo debito al verificarsi di eventi eccezionali, ma solo previa deliberazione delle due Camere sulla base di una procedura aggravata, che prevede voto a maggioranza assoluta.
Insomma, l'iter appare piuttosto tortuoso. Venendo ai contenuti del Ddl, l'intervento si articola in tre capitoli. Una volta stabilita la reale cifra dei debiti arretrati, che secondo la Ragioneria sarebbe molto più vicina a 60 che ai 90 miliardi citati da Banca d'Italia, si partirà con il piano banche-Cdp per facilitare la cessione dei crediti delle imprese in modalità pro-soluto. Le cessioni, a fronte delle quali scatterà la ristrutturazione dei debiti delle Pa locali, saranno coperte dalla garanzia statale. Le banche che si troveranno a gestire debiti di Pa morose potranno cederli a loro volta alla Cdp, ma entro un plafond annuo (si ipotizza massimo di 5 miliardi).
Un altro capitolo riguarda il Patto di stabilità interno, per il quale sono previsti ulteriori allentamenti per pagare i debiti di parte capitale accumulati al 31 dicembre 2013. Verranno poi rifinanziati il Fondo per la liquidità già previsto con il Dl 35/2012 e quello per il ripiano dei debiti ministeriali. Nascerà un fondo specifico per le società partecipate degli enti locali. «Il rifinanziamento – spiega Padoan – avverrà entro limiti da verificare». Infine, in attesa dell'avvio della fatturazione elettronica, un mix di norme per scongiurare definitivamente la procedura d'infrazione per il mancato rispetto dei tempi della direttiva 2011/7/Ue. Si introdurrà l'obbligo di registrazione delle fatture. Previsti incentivi legati agli obiettivi di finanza pubblica per chi rispetta i tempi e il divieto di assunzione per chi sfora. Diventerà obbligatoria la certificazione del credito con risposta (pagare, certificare o rigettare) entro 30 giorni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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