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NOVITÀ NORMATIVE

TIA E IVA ANCORA AL PALO!

Zero a zero e palla al centro sui guai della tariffa d'igiene ambientale. La bocciatura di tutti gli emendamenti sul tema, sia quelli che cancellavano l'Iva (sulla linea della Corte costituzionale, azzerando però i rimborsi) sia quelli che la resuscitavano, ha riaperto la partita e la proroga al 30 giugno del termine per chiudere i preventivi 2010 degli enti locali, approvata dalla conferenza stato-città, concede i tempi supplementari.
La novità potrebbe tornare utile anche per pensare soluzioni più articolate di quelle che si sono affacciate finora, come emerso anche nel confronto con gli enti. Nel governo si fa strada infatti anche l'idea di correggere l'identikit della tariffa, contenuta nel Dlgs 22/1997 e nel codice dell'ambiente (Dlgs 152/2006), per fare in modo che il conto agli utenti sia più correlato alla quantità di rifiuti prodotti, superando quindi nel merito le obiezioni della Corte costituzionale.
La porta per riproporre i correttivi al decreto incentivi non è chiusa ma quasi; lunedì alle 14 scade il termine per presentare gli emendamenti all'Aula, ma per ripescare il pacchetto Tia è necessario un (improbabile) accordo unanime tra i gruppi.
Il prossimo treno sarà allora la conversione in legge del decreto su Mud e CO2 in programma oggi al consiglio dei ministri; un treno tutto ambientale, che quindi farebbe cadere l'obiezione dell'incompatibilità per materia che ha stoppato gli emendamenti al decreto incentivi. Tecnica parlamentare a parte, quella che si riapre è una questione di sostanza, perché entrambe le vie tentate in commissione aprono più di un problema. L'ipotesi «tariffaria», appoggiata in parlamento dal sottosegretario all'Economia Daniele Molgora, si limita a ribadire che la Tia è una tariffa e la competenza sulle controversie tocca al giudice ordinario: è l'esatto contrario di quanto stabilito dalla Corte costituzionale nella sentenza 238/2009, e rischia quindi di alimentare una montagna di nuovi contenziosi. Nemmeno l'ipotesi «tributaria», contenuta negli emendamenti presentati da Maurizio Leo e dal vicepresidente dell'Anci Osvaldo Napoli (entrambi del Pdl), è però indolore, perché imporrebbe tra l'altro agli enti locali di rivedere i regolamenti su riscossione e sanzioni, e di affidare i servizi con appalto perché le attuali concessioni non sarebbero più valide.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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