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NOVITÀ NORMATIVE

APPALTI DI PULIZIA: OBBLIGO DI SEGUIRE IL BANDO-TIPO AVCP.

Tutte le amministrazioni pubbliche devono utilizzare nelle gare per i servizi di pulizia le regole di gara standardizzate dall'Autorità contratti pubblici con il bando-tipo appena pubblicato.
L'Autorità ha approvato il 17 marzo in attuazione dell'articolo 64, comma 4-bis del Codice appalti (dopo consultazione e parere del ministero delle Infrastrutture) il modello che costituisce il quadro giuridico di riferimento sulla base del quale le stazioni appaltanti sono tenute a redigere la documentazione di gara per l'affidamento dei servizi di pulizia, con riferimento alle parti in esso individuate come vincolanti, nelle quali sono ricomprese le cause tassative di esclusione.
Il particolare strumento consente alle amministrazioni di operare sulla base di un complesso di elementi regolativi certi, che assicurano maggiori garanzie per il buon esito della gara e quindi per la concorrenza nel settore, come evidenziato dalla Fise-Anip (l'associazione confindustriale di settore).
Il documento adottato comprende un'ampia analisi dei principali aspetti operativi del bando-tipo e il vero e proprio schema, costituito da un disciplinare di gara molto dettagliato, riferito ad una procedura aperta con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, conformato alle previsioni dell'articolo 286 del Dpr 207/2010.
L'Autorità evidenzia peraltro come lo scopo del modello sia quello di omogenizzare i comportamenti delle stazioni appaltanti, così da ridurre le incertezze interpretative, mediante una corretta lettura delle procedure, e semplificare la predisposizione della documentazione di gara.
Lo schema di disciplinare ha un contenuto prescrittivo vincolante, in cui sono ricomprese le clausole relative alle cause tassative di esclusione, e un contenuto prescrittivo discrezionale, riferito ad aspetti della procedura che devono necessariamente essere regolamentati nella documentazione di gara, ma per i quali resta alle stazioni appaltanti un margine di discrezionalità nella definizione della disciplina (ad esempio, in relazione alle modalità del sopralluogo se previsto come obbligatorio).
Il profilo di maggior interesse del bando-tipo è l'accurata regolamentazione delle cause di esclusione, chiaramente esplicitate e collegate in modo evidente (con un segnale grafico) alle prescrizioni dalle quali dipendono.
L'Avcp chiarisce tuttavia come la previsione di un adempimento a pena di esclusione non faccia venir meno il potere discrezionale delle stazioni appaltanti di chiedere ai concorrenti chiarimenti in ordine al contenuto dei certificati, documenti e dichiarazioni presentati, applicando il cosiddetto "soccorso istruttorio" garantito dall'articolo 46, comma 1 del Dlgs 163/2006, interpretato dalla giurisprudenza amministrativa non come norma che assegna alle amministrazioni una mera facoltà o un potere eventuale, ma piuttosto come un ordinario modus procedendi, volto a far valere, pur se entro dati limiti, la sostanza sulla forma.
L'Autorità specifica quindi come, prima di escludere un'impresa da una gara di appalto, l'amministrazione abbia il dovere di verificare se sussistano i presupposti per l'esercizio del soccorso istruttorio e, in caso positivo, ha il dovere di esercitare questa azione di riscontro, potendo procedere all'esclusione solo quando l'impresa non abbia risposto (o non abbia risposto adeguatamente) alla richiesta di integrazioni o di chiarimenti.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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