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NOVITÀ NORMATIVE

LA PROROGA DEI BILANCI RENDE IMPOSSIBILE L'ACCONTO DELLA IUC.

Una pezza inevitabile, che produce però nuovi problemi. Si presenta così l'ennesimo rinvio del termine per chiudere i bilanci comunali e definire regolamenti e aliquote della Iuc, rinvio a cui Governo e Comuni sono già pronti. La data appare decisa (31 luglio), ed è motivata prima di tutto dalle tante incognite che ancora circondano il funzionamento della nuova imposta «unica» comunale, soprattutto nelle sue componenti Tasi (servizi indivisibili) e Tari (rifiuti). Per assumere oggi le decisioni definitive non ci sono le basi ma, nel più classico dei circoli viziosi, il rinvio a fine luglio rende impossibile incassare gli acconti a giugno.
L'unica parte salva è quella dell'Imu che, in base alle regole "trasportate" anche in ambito Iuc, può fare riferimento per gli acconti di giugno alle aliquote decise l'anno scorso, rimandando al saldo di dicembre i conguagli con i parametri 2014. L'incertezza non è infatti un inedito nella storia recente della finanza locale, e nei suoi tre anni di vita l'Imu non è mai riuscita ad arrivare a giugno con un quadro già definite: anche nel 2012, anno di debutto dell'imposta «municipale», il cantiere delle regole era in pieno affanno, e i contribuenti furono chiamati a pagare sulla base delle aliquote standard previste nel «salva-Italia».
Lo stesso passaggio, però, non si può ripetere per la Tasi, che comincia a operare quest'anno. O, quanto meno, non si può ripetere in modo indolore. L'aliquota standard della Tasi è infatti l'1 per mille per tutti, con l'eccezione degli immobili diversi dalle abitazioni principali nei Comuni che hanno già portato l'Imu vicina al massimo (la somma di Imu e Tasi, non può superare il 10,6 per mille), e quindi chiamerebbe alla cassa anche i proprietari dei cinque milioni di case che non hanno mai pagato né Ici né Imu perché il loro valore catastale è basso. Si tratta del problema che il salva-Roma ter vuole evitare, introducendo la «super-Tasi» con aliquota aggiuntiva dello 0,8 per mille per finanziare le detrazioni che mancano dall'impianto originario della nuova imposta.
Nel gioco di specchi in cui ormai si è trasformata la finanza locale, però, proprio questa norma, "ereditata" dal Governo Letta, produce le incertezze applicative che stanno allungando i tempi di definizione delle regole fiscali 2014. Super-Tasi e detrazioni, prima di tutto, non sono obbligatorie, nel senso che è possibile (e qualche Comune come Mantova, Ravenna o Cagliari lo sta facendo) prevedere aliquote entro il 2,5 per mille senza sconti. Nemmeno per chi sceglie l'altra strada, però, la prospettiva è chiara, perché la regola (articolo 1, comma 1 del Dl 16/2014) chiede alle detrazioni di produrre sul carico Tasi «effetti equivalenti» a quelli determinati dall'Imu, ma questo non sembra imporre l'obbligo di garantire assenza di rincari per ogni abitazione.
È vero, in ogni caso, che per l'acconto Tasi la legge non stabilisce un termine fisso, ma non è possibile rinviarlo a settembre perché le due rate devono essere distanziate da almeno sei mesi (lo prevede il comma 688 della legge 147/2014) e soprattutto i Comuni non possono rinunciare a cuor leggero a quest'entrata. Per tamponare il "buco" di liquidità si può prevedere un altro anticipo sul fondo di solidarietà (il salva-Roma ha appena concesso il primo), ma serve una legge che lo preveda.
Ancora più grande, almeno in termini finanziari, è il nodo della Tari, per la quale il Dl 16/2014 prevede l'esenzione dei rifiuti speciali assimilati e smaltiti autonomamente dal produttore. Per evitare buchi di liquidità, alcuni Comuni chiedono di poter applicare per le prime rate i parametri 2013, come accaduto l'anno scorso con le rate Tares basate sulle tariffe Tarsu-Tia del 2012: per continuare questa catena, però, serve una norma.
Gli inciampi della Iuc
IMU
Unica componente «salva»
L'Imu è l'unica componente della Iuc a poter funzionare anche con un rinvio dei preventivi al 31 luglio, dal momento che in questo caso è possibile far pagare l'acconto del 16 giugno sulla base delle aliquote decise dai Comuni lo scorso anno. Lo stesso è accaduto nel 2013, quando si è versato l'acconto con i parametri 2012, e nel 2012, quando la prima rata si è basata sulle aliquote standard
TASI
Standard impraticabili
Per la Tasi che debutta quest'anno si potrebbe ipotizzare un meccanismo analogo a quello utilizzato per l'Imu nel 2012, con l'acconto versato in base ai parametri standard in assenza di decisioni comunali. Questa "soluzione", però, farebbe pagare l'acconto anche a a chi avrebbe Tasi zero grazie alle detrazioni (non previste dagli standard), imponendo poi le restituzioni una volta decisi gli sconti
TARI
Piani da ripensare
Il decreto salva-Roma ter prevede l'esenzione per i rifiuti speciali assimilati agli urbani e smaltiti autonomamente, e impone quindi di ripensare la copertura dei costi nei piani finanziari e tariffari. Manca, al momento, anche una norma che consenta ai Comuni di far pagare le prime rate sulla base dei parametri Tares-Tarsu 2013, come accaduto l'anno scorso, in attesa della definizione delle regole
RISCOSSIONE
Tempi lunghi
Per la Tasi, anche la riscossione nei Comuni che hanno esternalizzato l'Imu appare problematica. Le norme vietano infatti di affidare la Tasi ai soggetti che si occupano dell'Imu, e chiede quindi ai Comuni di reinternalizzare il servizio oppure di affidarlo con gara (quindi probabilmente a un soggetto diverso da quello che riscuote l'Imu). Entrambe le ipotesi prevedono tempi lunghi e grossi ostacoli.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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