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NOVITÀ NORMATIVE

LA SPENDING REVIEW SI ABBATTE SUGLI ACQUISTI DEGLI ENTI LOCALI.

Tagli ai centri di spesa meno virtuosi. A cominciare da quelli a livello territoriale anche attraverso un nuovo meccanismo di controlli sui contratti stipulati fino a tutto il 31 luglio di quest'anno. È questo il pilastro portante del piano di razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi che costituirà una delle tessere chiave nel mosaico delle coperture del provvedimento taglia-tasse in arrivo nelle prossime settimane.
Nei prossimi due anni dalla stretta sugli approvvigionamenti della pubblica amministrazione dovranno arrivare più di 3 miliardi. Quasi 1 miliardo è atteso per quest'anno. Altri 2,3-2,5 miliardi dovrebbero essere recuperati il prossimo anno facendo leva su una trasformazione radicale del sistema degli acquisti nella Pa: il passaggio dalle attuali 32mila stazioni appaltanti a non più di 30-40 "centrali". Con la Consip a capo di una nuova costellazione di cui dovrebbero far parte le centrali regionali e un "centro" per ogni città metropolitana.
Un'operazione che dovrebbe marciare di pari passo con la potatura delle sedi periferiche dello Stato. Dalla riduzione di prefetture, ragionerie territoriali, soprintendenze artistiche, uffici scolastici provinciali e altre strutture dovrebbe arrivare più di 1 miliardo nei prossimi tre anni. Nel mirino del Governo ci sono anche le capitanerie di porto, le commissione tributarie regionali le sedi del Cnr e le direzioni territoriali del lavoro.
Sul riordino dei presìdi delle forze dell'ordine, invece, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano ha mostrato ampie aperture in un incontro, insieme ad Alessandro Pansa, direttore del Dipartimento Ps, con i sindacati. Anche se le sigle più agguerrite - Sap e Ugl in prima linea, più il Siulp – non indietreggiano. La riduzione dei commissariati e delle postazioni di polizia ferroviaria e postale «è un'ipotesi di riflessione» ha garantito il ministro; Alfano si rende comunque disponibile a tutte le proposte delle sigle sindacali.
L'idea di accorpare le forze dell'ordine, poi, è ormai priva di ogni fondamento: l'assetto della legge n. 121/1981 che definisce gli attuali assetti della pubblica sicurezza «non si tocca» ha sottolineato il titolare del Viminale. Nessuna fusione tra Polizia di Stato e Carabinieri, dunque (e i bene informati non ci hanno mai creduto).
Poi il ministro dell'Interno ha calato due carte di valore. Annunciando il rilancio di un tavolo interministeriale alla Funzione pubblica per scongiurare dal 2015 «qualunque ipotesi di ulteriore blocco degli automatismi stipendiali» scattato nel 2011 per il comparto sicurezza (e difesa).
Proprio oggi, tra l'altro, la Corte costituzionale decide sul ricorso di alcuni ufficiali della Guardia di Finanza contro il blocco stipendiale, che ha prodotto aberrazioni a pioggia nel sistema militare e di pubblica sicurezza. La più diffusa è quella del superiore (ufficiale o sottufficiale), colpito dal blocco, alla guida di gradi inferiori che guadagnano di più del loro comandante perché promossi prima del 2011. L'altra carta di Alfano è il possibile riutilizzo dei beni confiscati per rilanciare la politica degli alloggi di servizio per le forze dell'ordine.
Intanto a palazzo Chigi, dove si è trasferito il commissario straordinario, Carlo Cottarelli, e al ministero dell'Economia si sta continuando a lavorare per definire il pacchetto dei tagli per i prossimi tre anni. Al momento l'ipotesi più probabile è quella di recuperare con la "spending" 4 miliardi per il 2014, dai 12 ai 15 miliardi nel 2015 per poi avvicinare il più possibile quota 30 miliardi nel 2016. Il Dap (dipartimento dell'amministrazione penitenziaria), ha fatto sapere di avere già avviato i tagli al suo parco macchine in linea con le misure annunciate dal premier Matteo Renzi.
Ma il grosso della riduzione di spesa per quest'anno arriverà dal taglio degli stipendi di dirigenti e manager pubblici, dalla razionalizzazione dei trasferimenti alle aziende di autotrasporto (e alle imprese in genere) e dal giro di vite sugli acquisti della Pa. Sul fronte delle forniture già quest'anno dovrebbe scattare una riduzione degli stanziamenti agli enti risultati poco virtuosi, ovvero lontani dai parametri della Consip e delle centrali di acquisto regionali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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