PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

UNIONI DI COMUNI CON LIMITI FLESSIBILI NEL DDL DELRIO.

Rafforzamento, ampliamento della autonomia ed introduzione di regole organizzative per le unioni dei Comuni, nonché stimolo alla fusione dei piccoli Comuni: sono queste le principali novità dettate dal testo del Ddl Delrio approvato dal Senato per l'associazionismo tra i Comuni di più ridotte dimensioni demografiche. Sono confermate le scadenze entro cui i Comuni fino a 5mila abitanti (soglia che scende a 3mila in montagna) devono dare corso alla gestione associata delle funzioni fondamentali, cioè entro la fine di giugno per almeno 3 funzioni fondamentali ed entro la fine dell'anno per le rimanenti tre (ricordiamo che per altre 3 funzioni fondamentali il termine era fissato al 31 dicembre 2012).
Ugualmente non viene fatta slittare la scadenza di giugno come termine entro cui i centri con popolazione inferiore a 5mila abitanti devono obbligatoriamente utilizzare per i propri acquisti ed appalti una centrale unica di committenza.
Il numero minimo degli abitanti che devono avere le unioni dei Comuni è rimesso alla loro autonomia. Viene fissato in almeno 10mila abitanti (3mila per i Comuni montani) ed in 3 Comuni la soglia minima di abitanti per dare vita ad unioni o convenzioni "speciali" tra i piccoli Comuni, quelle cioè per la gestione sostanzialmente di tutte le attività. Queste unioni non saranno più assoggettate al patto di stabilità e ad esse si applicheranno tutte le regole dettate per le unioni ordinarie dall'articolo 32 del Dlgs 267/2000, per cui cessano di avere una disciplina peculiare.
Viene rimessa agli statuti la composizione dei consigli delle unioni, garantendo la rappresentanza delle minoranze, mentre in precedenza il loro numero massimo era fissato in quello di un comune avente la popolazione pari a quella della intera unione. Lo statuto potrà non prevedere la istituzione della Giunta, mentre in precedenza i suoi organi erano fissati direttamente dalla legge nel presidente, nella Giunta e nel Consiglio.
Agli statuti delle unioni viene dato, in aggiunta, il compito di disciplinare i rapporti tra gli organi. Tali "carte fondamentali" sono deliberate per la prima volta dai consigli dei Comuni e le successive modifiche sono invece di competenza del consiglio dell'unione.
Le cariche
Le unioni dei Comuni, fatta salva la salvaguardia per le differenti scelte già operate, dovranno avere un segretario individuato dal presidente tra quelli dei comuni aderenti e ad essi si applica la disciplina dettata per i segretari delle comunità montane. Essi non hanno diritto ad alcune remunerazione aggiuntiva.
Viene riconfermato il vincolo per cui tutte le cariche negli organi di governo delle unioni sono gratuite; possono al più essere corrisposti agli amministratori unicamente i rimborsi per le spese effettivamente sostenute.
Agli amministratori delle unioni dei Comuni comprendenti centri con meno di 5.000 abitanti si applicano nel primo mandato amministrativo le regole sulle incompatibilità, ineleggibilità, incandidabilità ed inconferibilità dettate per gli amministratori dei Comuni con meno di 5.000 abitanti. La soglia per potere essere contemporaneamente sindaco e parlamentare nazionale viene innalzata da 5mila a 15mila abitanti e che viene introdotta la possibilità del terzo mandato consecutivo per i sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 3mila abitanti.
L'organizzazione
Le unioni dei comuni possono, tramite un proprio funzionario, quindi non necessariamente tramite il segretario o un dirigente, svolgere anche per conto dei Comuni aderenti le attività di responsabile anticorruzione e per la trasparenza. Viene inoltre stabilita la possibilità che gli organismi di revisione e di valutazione dell'Unione possano svolgere tali attività anche per i Comuni aderenti. Nel caso di unione che si occupa della polizia locale, il presidente può svolgere le funzioni di autorità di pubblica sicurezza assegnate ai sindaci e gli agenti svolgono tali compiti per tutto il territorio. Viene disciplinata la ripartizione dei compiti tra Comuni ed unioni che esercitano i compiti di protezione civile; alle seconde spettano l'approvazione e la modifica dei piani, nonché le relative attività di prevenzione e aggiornamento. Il trasferimento di personale dai Comuni alla unione determina automaticamente anche lo spostamento delle corrispondenti risorse del fondo per il salario accessorio.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<novembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
303112345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930123
45678910
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio