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NOVITÀ NORMATIVE

NOVITA' TASI: SI PAGHERA' A GIUGNO E DICEMBRE.

La Tasi va pagata in due rate che scadono il 16 giugno e il 16 dicembre, mentre l'acconto 2014 per gli immobili diversi dall'abitazione principale dovrà essere calcolato con l'aliquota base dell'1 per mille.
Sono queste le principali novità approvate dalle Commissioni Finanze e Bilancio della Camera in sede di esame della legge di conversione del decreto legge 16/2014, che approda lunedì in Aula per la discussione generale.
In particolare, il comma 688 della legge di stabilità 2014 viene ulteriormente modificato prevedendo per il versamento della Tasi gli stessi termini stabiliti per l'Imu, attraverso il rinvio all'articolo 9 comma 3 del decreto legislativo 23/2011. Disposizione che in realtà fa riferimento a due rate «di pari importo», mentre l'emendamento approvato dalle Commissioni introduce un meccanismo di acconto e saldo che potrebbe condurre a due rate di importo diverso.
In ogni caso il problema non dovrebbe porsi perché la novella rinvia ai "termini individuati" dall'articolo 9 e non già alle modalità in esso contenute. Resta invece la necessità per l'ente di regolamentare i termini di pagamento della Tari, in modo anche differenziato dalla Tasi, opzione sicuramente preferibile anche per evitare ingorghi nelle procedure di versamento.
L'altra novità rilevante riguarda l'applicazione dell'aliquota base dell'1 per mille per il pagamento dell'acconto 2014 da parte degli immobili diversi dall'abitazione principale (seconde case e altri fabbricati), che dovranno poi conguagliare il saldo sulla base delle aliquote approvate dai singoli enti.
Si tratta di una disposizione che vale solo per il primo anno di applicazione della Tasi, fatta comunque salva la possibilità per il Comune di deliberare una diversa aliquota entro il 31 luglio 2014. In mancanza di tale delibera sorgono comunque alcune rilevanti complicazioni. In primo luogo non devono pagare l'acconto le abitazioni principali, che si ritroveranno quindi a corrispondere il tributo per intero entro il 16 dicembre.
Al contrario vengono invece chiamati alla cassa di giugno 2014 tutti quei contribuenti che non dovrebbero pagare nulla, per diverse ragioni: il Comune ha l'aliquota Imu al massimo e quindi non ha più margini per introdurre la Tasi sulle seconde case; il Comune intende far pagare la Tasi solo alle prime case (soluzione che si profila piuttosto diffusa per evitare complicazioni gestionali); il Comune ha stabilito di azzerare l'aliquota Tasi per specifiche tipologie di immobili. I sindaci peraltro attendono che la legge di conversione del Dl 16/2014 chiarisca le principali criticità della Tasi e della Tari e quindi che non aggiunga altri profili di incertezza. Altrimenti diventa difficile chiudere per tempo i bilanci di previsione, i cui termini stanno peraltro per essere ulteriormente prorogati a luglio.
L'obiettivo però appare ancora lontano perché i ritocchi introdotti dalle Commissioni non hanno sciolto alcuni grossi nodi. Come quello dei bollettini Tasi precompilati che i Comuni dovrebbero inviare ai contribuenti, operazione che si rivela complessa se non proprio di scarsa utilità per mancanza di dati e informazioni sugli occupanti degli immobili. Per non parlare poi dei dubbi applicativi in caso di più proprietari (non è chiaro se calcolare la Tasi in base alla quota di possesso, come per l'Imu), di come ripartire il tributo tra inquilino e proprietario e se per l'inquilino è possibile parlare di abitazione principale, concetto che la disciplina Imu collega invece al solo possessore.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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