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NOVITÀ NORMATIVE

RISCHIO INDENNITA' PER IL RECUPERO DEGLI SFORAMENTI SUI CONTRATTI DECENTRATI.

L'ultima versione del «salva-Firenze», in realtà la sanatoria per i vecchi contratti decentrati che in molti Comuni hanno sforato i vincoli finanziari, cancella gli obblighi di recupero individuali sui dipendenti che hanno percepito i trattamenti accessori irregolari, ma rischia di rendere impossibili i pagamenti attuali delle indennità regolari. Un cortocircuito, che per essere capito impone un sintetico riassunto delle puntate precedenti.
In molte città, da Vicenza a Firenze, da Roma a Reggio Calabria, le ispezioni della Ragioneria hanno messo in luce l'esistenza di fondi per la contrattazione decentrata troppo generosi rispetto ai vincoli di finanza pubblica. Questa condizione, una volta riconosciuta dalla Corte dei conti, porterebbe a situazioni esplosive, con l'obbligo di dover recuperare anche 300-400 euro al mese per anni a carico di dipendenti che guadagnano fra i 1.500 e i 2mila euro al mese.
Per evitarlo interviene il «salva-Roma» ter, che nella prima versione sana gli aumenti giudicati illegittimi (per esempio perché erogati a pioggia senza essere giustificati da ampliamenti di orario o innovazioni nei servizi) nelle città in cui comunque la somma complessiva del fondo rispettava i vincoli di finanza pubblica (per esempio a Siena), e poi estende il paracadute anche agli enti in cui il fondo complessivo era troppo ricco (come Firenze per il contratto firmato nel 2003, ma anche Vicenza, Roma e così via).
La polemica politica e un braccio di ferro tra Parlamento e Ragioneria porta a una nuova modifica della norma, che nella versione finale votata ieri a Montecitorio cambia ancora le carte in tavola: i recuperi, tranne nei rari casi in cui è già stata riconosciuto il danno erariale (a Firenze l'udienza è il 7 luglio), non vanno più effettuati sui dipendenti che hanno percepito le vecchie indennità illegittime, ma a carico del fondo per i trattamenti attuali. Il rischio, in molti casi, è quindi che il Comune non abbia più le risorse per pagare tutte le indennità di posizione e di comparto attuali, anche se rientrano nelle regole. In questi casi, quindi, i vecchi trattamenti giudicati illegittimi finirebbero per "mangiare" le attuali retribuzioni legittime.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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