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NOVITÀ NORMATIVE

BLOCCO CONTRATTI PP.A.: IL MINISTERO CHIARISCE.

Alla fine è arrivata dal ministero dell'economia la nota di precisazione: nel Def non c'è “nessun riferimento a ipotesi di blocco dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego”. La notizia, lanciata mercoledì scorso che ha scatenato le ire dell'intero fronte sindacale, sarebbe, dice il dicastero guidato da Pier Carlo Padoan, priva “di fondamento”.
E indica le motivazioni tecniche che renderebbero senza valore effettivo per il futuro delle politiche salariali dei 3 milioni di dipendenti pubblici l'aver previsto anche per il triennio contrattuale 2018-2020 la sola indennità di vacanza contrattuale.
Motivazioni che però non convincono del tutto i sindacati. Spiega Michele Gentile, coordinatore dei settori del pubblico impiego della Cgil, che quella dell'Economia “è una smentita tecnica, ma il Def è sottoscritto oltre che da Padoan anche dal premier Matteo Renzi. E la smentita politica non è arrivata. Per cui restiamo vigilmente in attesa”. E ricorda che la stessa storia è accaduta con i precedenti governi: “Si sta replicando quanto hanno accaduto con Berlusconi, Monti e Letta. E i contratti alla fine non si sono rinnovati”.
Il Tesoro fa presente che “le previsioni contenute nel Def sono elaborate sulla base della legislazione vigente_ e quindi costruite tenendo conto solo degli effetti economici conseguenti da leggi e norme già in vigore.
Secondo la normativa contabile italiana, il finanziamento delle risorse per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego è effettuato con la legge di stabilità ». Dunque, è il ragionamento, non esistendo ancora la norma che provvede allo stanziamento delle risorse per il rinnovo dei trienni contrattuali 2015-2017 e 2018-2020, “non è tecnicamente possibile considerare i corrispondenti importi nello scenario di previsione a legislazione vigente. In tale scenario si considera, perciò, solo l'indennità di vacanza contrattuale”.
Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil, dice: “sarei contento che il governo smentisse aprendo le trattative per il rinnovo contrattuale. Visto che a legislazione vigente il blocco scade quest'anno. Nel Def, che è solo un documento di previsione, si poteva anche inserire un passaggio programmatico per il futuro rinnovo. Non so però come l'avrebbero presa in Europa”.
A domanda diretta sulle intenzioni del governo di bloccare i contratti, il sottosegretario all'economia, Pier Paolo Baretta, nel corso di un intervento a Sky, pur non entrando nel merito del passaggio del Def, argomentava sul valore degli 80 euro in più al mese che arriveranno da maggio con le detrazioni fiscali anche ai dipendenti pubblici con redditi sotto i 25 mila euro, “capisco i sindacati che lamentano il blocco delle retribuzioni proprio quando si chiede alla p.a. di rinnovarsi, ma 80 euro valgono come un contratto rinnovato”. E poi nessuno esclude che, “quando ci saranno maggiori risorse, i contratti si faranno”.
FONTE: ITALIA OGGI

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