PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

NUOVI FONDI PER LE SPESE CORRENTI DELLA PP.AA.

Subito una nuova tranche per pagare i debiti di parte corrente e solo dopo la dote per i debiti di parte capitale relativi agli investimenti.
Nella giornata di ieri le ultime riunioni tra Palazzo Chigi e Ragioneria dello Stato hanno definito il percorso per proseguire lo smaltimento degli arretrati. Si lavora per inserire la "fase 1" già nel decreto su spending review e cuneo fiscale che sarà domani all'esame del consiglio dei ministri: da un lato si fornirebbe una prima risposta a chi lamenta l'allungamento dei tempi rispetto alle previsioni di intervento inizialmente delineate dal premier Matteo Renzi, dall'altro con l'intervento si potrebbero assicurare coperture per circa 600 milioni di euro derivanti dal maggior gettito Iva.
Se, nella giornata di oggi, verranno sciolti gli ultimi nodi da parte della Ragioneria l'intervento sulle spese correnti entrerà nel decreto insieme alla parte ordinamentale necessaria ad evitare che in futuro si accumulino nuovi arretrati.
A quel punto il disegno di legge esaminato dal governo lo scorso 12 marzo resterebbe il contenitore per accelerare il pagamento delle spese per investimenti, con tempi di approvazione definitiva e di operatività evidentemente più lunghi. La doppia corsia appare ai tecnici una scelta obbligata in considerazione del differente impatto sui saldi di finanza pubblica. Infatti, mentre le spese correnti vanno a incidere sul debito pubblico, con uno sforamento temporaneo sostanzialmente già condiviso con la Commissione europea, quelle per investimenti, se pagate nell'anno, finirebbero per variare gli equilibri sul deficit.
Come noto, nel Def il governo ha indicato in 13 miliardi di euro la dote aggiuntiva rispetto ai 47 miliardi già stanziati dai precedenti governi con i decreti 35 e 102 del 2013 (i pagamenti effettivi a creditori sono fermi a 23,5 miliardi). In queste ore si sta determinando la destinazione della nuova tranche e l'eventuale ripartizione tra spese correnti e investimenti. L'ipotesi circolata ieri (sebbene ancora provvisoria) di contabilizzare nel decreto 600 milioni come maggior gettito Iva derivante dai pagamenti farebbe stimare una tranche nell'ordine dei 5 miliardi. Un mero calcolo che si può impostare partendo dalla relazione tecnica del decreto Imu-Cig del 2013: in quel caso, a fronte di uno stanziamento per pagamenti pari a 7,2 miliardi, fu stimato un maggiore gettito Iva per 925 milioni.
Elementi più chiari, ad ogni modo, potrebbero emergere nella giornata di oggi. Così come potrebbe essere ribadito l'orientamento negativo da parte della Ragioneria a una norma anti-ritardi inserita nelle bozze del decreto. La misura in questione prevederebbe un inasprimento dei tagli della spending review per gli enti locali che nell'ultimo anno hanno registrato tempi medi nei pagamenti per transazioni commerciali superiori a 90 giorni rispetto a quanto disposto dal decreto di recepimento della direttiva Ue.
A questo scopo, gli enti dovrebbero trasmettere al ministero dell'Interno, già entro il 31 maggio, una documentazione che attesti i tempi medi registrati nel 2013. Sul punto, però, al momento c'è lo stop della Ragioneria: il timore è che l'intervento si riveli un boomerang, acuendo i ritardi laddove questi sono determinati, come generalmente accade, proprio dalla carenza di risorse.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<dicembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
27282930123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
1234567
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio