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NOVITÀ NORMATIVE

VINCOLANTI LE DIRETTIVE DELLA SEZIONE AUTONOMIE DELLA CORTE DEI CONTI

Cosa succede dopo una deliberazione della sezione Autonomie della Corte dei conti? Gli enti locali sono sempre costretti ad adeguarsi? È necessario rifare i calcoli delle spese di personale? A questi dubbi ha risposto la sezione regionale di controllo della Corte dei conti per il Piemonte con la delibera 31/2010. Nello specifico, un comune ha chiesto come comportarsi dopo che i giudici in sede di coordinamento hanno indicato, non senza sorpresa, che progettazioni interne, compensi incentivanti per recupero dell'evasione Ici e diritti di rogito vanno esclusi dal calcolo delle spese (si veda Il Sole 24 Ore del 18 novembre 2009).
L'interpretazione ha modificato le precedenti delibere di livello regionale. A ben vedere, quelle in oggetto sono attività svolte in orario di lavoro, sotto la direzione gerarchica del datore, con utilizzo di strumenti dell'amministrazione. Sull'argomento si richiama la sintesi dei magistrati del Veneto (delibera 94/2007), che avevano precisato che è spesa di personale quella correlata a un'attività lavorativa indipendentemente dalle modalità di finanziamento e dall'imputazione al bilancio. Su tale linea anche la circolare 9/2006 della Ragioneria generale dello Stato, che aveva compreso nel calcolo ogni compenso accessorio al personale.
La sezione delle autonomie ha invece ritenuto che nella valutazione del concetto di spesa non si debba fare riferimento a ogni somma pagata al dipendente, ma piuttosto alla natura della specifica voce di spesa e all'impatto che questa può avere sulla gestione finanziaria dell'ente.
La reazione degli operatori degli enti locali è stata proprio quella di chiedersi che comportamento avere dal 9 novembre 2009, data della delibera "innovativa" della sezione delle autonomie. Vengono ora in soccorso i magistrati piemontesi, secondo i quali il fatto che la linea interpretativa sia stata disattesa nei precedenti esercizi non elimina la necessità di osservarla, per la determinazione del tetto di spesa del personale, negli esercizi successivi.
In altre parole, viene detto che dal momento in cui la sezione autonomie si esprime sull'inclusione o l'esclusione di una voce è necessario, qualora si aderisca all'interpretazione, rifare i calcoli della spesa, anche superando la circolare 9/2006 citata dal comune nella richiesta di parere. Ovviamente il confronto va sempre fatto per dati omogenei, dunque sarà necessario rivedere anche i calcoli degli anni passati per avere un'analisi che contenga le medesime voci dal 2004 in poi.
Insomma, non vi è dubbio che ci si debba adeguare alle considerazioni delle Autonomie. Certo, rivedere oggi i calcoli anche per il passato potrebbe portare a scoprire che in un anno, proprio a causa dell'eliminazione delle voci in oggetto, l'ente avrebbe rispettato gli obiettivi, diversamente da quanto certificato in precedenza.
È importante, quindi, tenere in conto le indicazioni fornite anche e soprattutto in sede di compilazione della sezione delle spese di personale nei questionari sul bilancio di previsione del 2010 di recente approvati.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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