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NOVITÀ NORMATIVE

BANDI E PUBBLICAZIONI PP.AA.: RISPARMI SOLO IPOTETICI.

Il presidente del Consiglio è tornato ieri sulla norma del decreto Irpef che cancella l'obbligo per le stazioni appaltanti di pubblicare i bandi di gara sui quotidiani. E rispondendo ai suoi follower su twitter ha ribadito che l'operazione è giusta perché si va verso un mondo digitale e il risparmio per la Pa sarà di 100 milioni. Nel mondo digitale ci sono anche i quotidiani che oggi si possono fruire in versione cartacea e digitale, con servizi e possibilità di archiviazioni utili al mercato e alla sua trasparenza, mentre le performance dei siti della Pa (anche i due citati nel decreto del ministero Infrastrutture e dell'Osservatorio appalti) non sempre sono brillanti e non miglioreranno attribuendo loro un monopolio di fatto.
È forse con qualche imbarazzo che la relazione tecnica del provvedimento racconta comunque un'altra verità rispetto a quella del premier. E trova una formulazione di compromesso forse per dare una copertura - piuttosto "zoppicante" - alle intuizioni del premier.
Anzitutto, la relazione tecnica stima i risparmi per la Pa in 75 milioni di euro e non nei 100 più volte indicati da Renzi. Inoltre, 27 milioni di quei 75 riguardano la pubblicazione dei bandi sulla Gazzetta ufficiale e solo 48 milioni riguardano la pubblicazione sui quotidiani.
Non finisce qui. Il documento svela quello che finora il governo aveva evitato di esplicitare ma che gli addetti ai lavori sanno bene: una norma del decreto «sviluppo bis» del governo Monti (è il comma 35 dell'articolo 34 del decreto legge 179/2012) ha già previsto che per le gare avviate dopo il 1° gennaio 2013 tutti gli oneri per la pubblicazione dei bandi e gli avvisi relativi all'aggiudicazione siano «rimborsati alla stazione appaltante dall'aggiudicatario entro il termine di sessanta giorni dall'aggiudicazione». Il primo onere per chi vince una gara di appalto è quindi quello di rimborsare l'amministrazione appaltante per la spesa di pubblicazione dei bandi su giornali e Gazzetta ufficiale. Lo sanno bene le imprese e anche chi si occupa di appalti visto che la gran parte dei bandi pubblica ormai esplicitamente questa clausola.
Non è finita. La relazione tecnica spiega che il risparmio è previsto perché solo il 60% delle Pa si fa rimborsare gli oneri per la pubblicazione dei bandi. Su questo rimanente 40% che non si fa rimborsare si stimano i 48 milioni di minore spese. Ma perché questo 40% di amministrazioni pubbliche non si fa rimborsare gli oneri di pubblicazione dei bandi?
Concorrono vari fattori. Probabilmente i dati riguardano il 2013. Probabilmente non tutte le amministrazioni pubbliche hanno adottato ancora la norma a loro favore. Ma soprattutto è difficile che nel 2013 - cui fanno riferimento i dati - si aggiudichino già gare avviate dopo il 1° gennaio 2013 (solo a queste si applica la norma del governo Monti). Oggi tra il momento di avvio di una gara e l'aggiudicazione passa mediamente un anno e si può arrivare a due o più, considerando aggiudicazioni provvisorie, ricorsi al Tar, ecc. Lo dicono le inchieste del nostro giornale, ma anche gli Osservatori di Cresme e Ance.
Appare quindi evidente che quel 40% è un dato residuale di un vecchio sistema e che via via che le stazioni appaltanti si adegueranno, tenderà a scomparire. Perché la norma citata del governo Monti vale per tutti i bandi, senza eccezioni.
La morale della vicenda è che forse il danno per gli editori sarà di 120 milioni (la stima citata dalla relazione tecnica e attribuita a Fieg) ma il risparmio per le Pa sarà di gran lunga inferiore e tenderà a zero, via via che la norma del governo Monti andrà a regime. L'operazione è davvero così valida come dice il presidente del Consiglio? E non sarebbe stato meglio portare a completa attuazione una norma già esistente?
Qualcuno dal governo potrebbe fare un'ultima obiezione: che le imprese usino scaricare (o traslare) sul prezzo di aggiudicazione dell'appalto il costo di pubblicazione dei bandi. Chi vince una gara, piccola o grande che sia, da centinaia di migliaia di euro a decine di milioni, si preoccupa di poche migliaia di euro per la pubblicità su un giornale? Il costo della pubblicazione dei bandi è di 120 milioni annui. Il mercato degli appalti vale fra i 27 e i 30 miliardi annui. L'obiezione non appare decisiva.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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