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NOVITÀ NORMATIVE

DAL 1° LUGLIO APPALTI CON GESTIONI AGGREGATE.

Tutti i Comuni non capoluogo di provincia devono affidare gli appalti per mezzo di centrali di committenza e di soggetti aggregatori, indipendentemente dalla tipologia e dal valore.
Il decreto Renzi interviene in modo drastico sui processi di acquisizione di lavori, servizi e forniture, riformulando completamente il comma 3-bis dell'articolo 33 del Codice dei contratti pubblici e rendendo obbligatorio il ricorso a modelli di gestione aggregata delle gare per la razionalizzazione della spesa.
La disposizione contenuta nell'articolo 9 del Dl stabilisce infatti che i Comuni che non hanno veste di capoluogo procedono all'acquisizione di lavori, beni e servizi nell'ambito delle unioni dei Comuni (quando esistenti), oppure costituendo un accordo consortile tra loro e avvalendosi dei competenti uffici, o, ancora, ricorrendo a un soggetto aggregatore o alle Province, riconfigurate come possibili stazioni uniche appaltanti dalla legge n. 56/2014 (articolo 1, comma 88).
In alternativa alla soluzione che fa leva su un organismo o una struttura operante come centrale di committenza, gli stessi Comuni possono effettuare i propri acquisti attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip o da altro soggetto aggregatore di riferimento, come ad esempio le analoghe centrali istituite dalle Regioni.
La nuova norma estende l'ambito soggettivo di applicazione, eliminando il previgente riferimento ai soli Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. La disposizione rimuove anche il limite dimensionale provinciale per le strutture individuate come centrali di committenza.
Le diverse soluzioni offerte consentono, quindi, ai Comuni di rapportarsi a enti già esistenti (unioni o Province) o a organismi specializzati (individuati nella nuova configurazione dei soggetti aggregatori, sancita dai primi due commi dello stesso articolo 9 del Dl Renzi), ma anche di costituire tra essi gestioni associate finalizzate a svolgere il ruolo di centrali di committenza.
L'ambito oggettivo di applicazione della norma è molto esteso, poiché nella riformulazione del comma 3-bis viene a essere eliminata anche la parte che consentiva ai Comuni di procedere autonomamente per acquisizioni di lavori, servizi o forniture di valore inferiore ai 40mila euro. Nella nuova versione tale deroga non c'è più, quindi i Comuni, anche per acquisti di modesto importo non realizzabili mediante le convenzioni centralizzate di Consip o mediante i mercati elettronici, dovranno procedere mediante il modello organizzativo "aggregativo" prescelto.
La nuova norma presenta, tuttavia, molti aspetti critici, a partire dalla tempistica di applicazione, che, in forza della combinazione con l'articolo 3, comma 1-bis della legge n. 15/2014 viene a essere determinata nel 1° luglio di quest'anno.
Gli appalti indetti dalle centrali di committenza dovranno peraltro rispettare sempre il principio di suddivisione in lotti (salvo esplicita motivazione di diversa scelta a lotto unitario), come evidenziato anche dalla direttiva 24/2014/Ue, che richiama tali organismi a impostare gli appalti in modo tale da consentire la partecipazione alle Pmi secondo le loro capacità.
L'obbligo di utilizzo dei modelli aggregativi per la gestione anche degli appalti di lavori deve peraltro essere necessariamente coordinato con le peculiarità stabilite dagli articoli 175 e 176 del Dpr n. 207/2010 in ordine a quelli urgenti e di somma urgenza.
Le disposizioni del Dl n. 66/2014 definiscono anche previsioni volte a potenziare ulteriormente il ricorso alle convenzioni centralizzate stipulate da Consip e dalle centrali di committenza regionali, prefigurando un sistema focalizzato su un numero definito di soggetti aggregatori (non superiore a 35).
Affinchè la razionalizzazione degli acquisti di beni e di servizi attraverso tali strumenti sia efficace, l'articolo 10 individua specifici poteri di controllo in capo all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, che può avvalersi della guardia di finanza, nonchè di amministrazioni e di organismi di diritto pubblico.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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