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NOVITÀ NORMATIVE

ARAN: INDICAZIONI SUGLI STRAORDINARI ELETTORALI.

Le somme destinate al lavoro straordinario prestato in occasione delle elezioni comunali rientrano nel fondo previsto dall'articolo 14 del contratto del 1° aprile 1999. Solo nel caso di assoluta incapienza, sarà possibile procedere, eccezionalmente, all'integrazione con risorse proprie, per compensare le ore di lavoro straordinario che non trovino copertura nei fondi già stanziati o con riposi compensativi. È questo il contenuto di una nota indirizzata all'Anci da parte del presidente dell'Aran, Sergio Gasparrini.
A gettare nello scompiglio gli enti locali era stata la stessa Agenzia che con l'orientamento applicativo RAL_1559, aveva affermato che tutti gli oneri per lavoro straordinario trovano copertura nel fondo, e solo in casi (consultazioni elettorali nazionali o emergenze per calamità naturali) con particolari fonti di finanziamento, si consente l'incremento delle risorse. Curiosamente, la stessa Aran, esaminando l'obbligo o meno di riduzione del fondo dello straordinario per l'articolo 9, comma 2-bis del Dl 78/2010, riconosceva le difficoltà degli enti che vedono la riduzione del personale e quindi la necessità di richiedere prestazioni aggiuntive ai dipendenti in servizio. Sul tema è stato coinvolto anche il Viminale (parere 15700/2014). L'articolo 39 del contratto prevede che il lavoro straordinario prestato in occasione di elezioni o referendum o per fronteggiare eventi imprevedibili e calamità naturali non concorre ai limiti fissati dall'articolo 15.
La disposizione non fa differenza tra i vari tipi di elezioni, ma nonostante ciò è opinione dell'Aran e del Ministero che la possibilità di superare i limiti stabiliti dall'articolo 14 sia consentita solo dove esista una specifica disposizione di legge che permetta all'ente di acquisire all'esterno le predette risorse, cosa che non si verifica nel caso delle elezioni comunali. In altre parole: non è possibile porre a carico del bilancio (sia quindi integrando il fondo dello straordinario, che in altri capitoli di spesa) gli oneri previsti per le consultazioni amministrative.
Il sospiro di sollievo giunge, quindi, solamente a fine aprile e tramite una corrispondenza Anci-Aran che risolve la questione ammettendo, solo in caso di risorse già interamente utilizzate del fondo dell'articolo 14 del contratto del 1° aprile 1999, la possibilità di un incremento per far fronte alle esigenze elettorali. Il tutto, va precisato, nel pieno rispetto delle altre norme di finanza pubblica: patto di stabilità, riduzione delle spese di personale, rapporto spese di personale/spese correnti inferiore al 50 per cento.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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