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NOVITÀ NORMATIVE

60 GIORNI DI TEMPO PER PAGARE BENI E SERVIZI.

Anche le pubbliche amministrazioni sono tenute per legge alla puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali con i propri fornitori: saldare il dovuto oltre la scadenza comporta l'applicazione automatica di interessi legali di mora. Per ridurre i problemi di liquidità delle imprese è stato previsto, in linea di principio, il pagamento entro un mese delle fatture per forniture e servizi. Inoltre è in ogni caso dichiarata nulla dal giudice, in quanto gravemente iniqua, la clausola o la prassi contrattuale che esclude il diritto di applicare interessi di mora.
Applicazione dal 1° gennaio 2013
La disciplina trova applicazione per i contratti stipulati dallo scorso 1 gennaio 2013 e non ha valenza retroattiva per i contratti già stipulati a tale data. La disciplina di riferimento è contenuta nel decreto n. 231 del 2002 come modificato dal decreto legislativo n. 192 del 2012 di recepimento della Direttiva 2011/7/Ue. I ritardi di pagamento sono considerati uno degli elementi che concorrono a mantenere una bassa crescita dell'economia in generale e delle imprese in particolare. Soprattutto nei periodi di recessione le imprese vanno incontro anche alle sempre maggiori e crescenti difficoltà nell'accesso ai finanziamenti.
Obbligo per tutte le transazioni
Le specifiche disposizioni operano per tutte le transazioni commerciali tra imprese e pubbliche amministrazioni e tra operatori economici. Anzi la disciplina nei riguardi del settore pubblico appare ancora più rigida e tassativa. I ritardi nei pagamenti non appaiono infatti giustificati quando debitore è una Pa, la quale dispone di flussi di entrate più certi, prevedibili e continui rispetto alle imprese.
Nei contratti tra imprese, il termine di pagamento è, se non diversamente stabilito nel contratto, di trenta giorni ma, contrattualmente, può essere stabilito un diverso termine che, di regola, non deve però superare i sessanta giorni. Se concordato in forma espressa e non gravemente iniquo per il creditore, tale termine può essere però anche superiore.
Tetto tassativo a 60 giorni
Al contrario, per quanto riguarda i contratti in cui il debitore è una pubblica amministrazione, si prevede un termine di pagamento, di regola, non superiore a trenta giorni; tenendo conto di situazioni particolari, è consentito fissare un termine legale di pagamento fino ad un massimo di sessanta giorni in due casi, ossia per le imprese pubbliche che svolgono attività economiche di natura industriale o commerciale, offrendo merci o servizi sul mercato, e per gli enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria. Le parti possono concordare, purché in forma espressa, un termine superiore a trenta giorni se oggettivamente giustificato dalla natura o dall'oggetto del contratto o da particolari circostanze esistenti al momento della conclusione dell'accordo, ma comunque non superiore a sessanta giorni.
Le Pa devono quindi dotarsi anch'esse di un'integrazione automatizzata tra documenti contabili e attestati di spesa o di pagamento, assicurando la gestione del processo di formazione del bilancio attraverso il controllo di tutte le fasi in cui si articola il processo di spesa, alimentando in modo omogeneo e tempestivo le scritture contabili e fornendo dati per il controllo di gestione. Il modello è quello del Sicoge, sistema per la gestione integrata della contabilità economica e finanziaria. È un sistema informativo di contabilità, integrato organicamente, tramite flussi informatici, con il Sistema informativo della Ragioneria generale dello Stato (Sirgs). Sin dal 2002 è stata automatizzata la gestione della contabilità finanziaria delle Amministrazioni pubbliche, attraverso tutte le fasi di predisposizione e gestione del Bilancio ed emissione degli atti di spesa quali impegni, ordini di pagare, ordini di accreditamento e decreti di assegnazione fondi.
La fatturazione elettronica
In questo quadro si inserisce l'adozione del Dm 3 aprile 2013, n. 55 attuativo della fatturazione elettronica obbligatoria nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Il suo utilizzo permette di riscontrare le tempistiche di emissione dei documenti e riconciliarli con i pagamenti, tenendo conto, in via automatizzata, di eventuali ritardi e della maturazione dei corrispondenti interessi. Per giunta con il decreto 66/2014 l'inserimento obbligatorio ogni 15 giorni dei crediti dei privati sulla piattaforma elettronica di certificazione renderà ancora più cogente il sistema, semplificando la richiesta dei pagamenti degli interessi di mora anche alla Pa.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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