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NOVITÀ NORMATIVE

IMU ENTI NO-PROFIT: VERSAMENTO IN 3 RATE.

Con l'acconto Imu 2014 debuttano anche le nuove regole del pagamento degli enti non commerciali. Nella legge di stabilità 2014 (legge 147/2013), infatti, è stato previsto che i soggetti non profit debbano versare l'Imu in tre rate, delle quali due, alle scadenze ordinarie, pari al 50% dell'imposta dovuta l'anno precedente, e la terza, entro il 16 giugno dell'anno successivo, a conguaglio. Si tratta in realtà del recepimento formale di un criterio che era stato già anticipato dal Dipartimento delle politiche fiscali. Il 16 giugno prossimo, dunque, gli enti in esame dovranno calcolare sia la prima rata di acconto 2014 sia il conguaglio del 2013.
La ragione risiede nelle regole applicabili in caso di possesso di immobili ad uso promiscuo. A partire dal 2013, infatti, gli enti non commerciali possono conservare parzialmente l'esenzione l'Imu prevista nel l'articolo 7, lettera i), del Dlgs 504/92 per le unità immobiliari adibite sia ad attività commerciali sia ad attività istituzionali.
Perciò occorre in primo luogo verificare se è possibile l'accatastamento autonomo delle due porzioni immobiliari. Se questo non dovesse essere possibile, bisogna scorporare l'unica rendita catastale in due quote, così da ottenere la parte di imponibile esente e quella invece soggetta a Imu.
I criteri per scorporare la rendita sono contenuti nel Dm n. 200 del 2012. Si tratta di due criteri alternativi che concorrono unitamente ad un terzo criterio. Il primo consiste nel commisurare la rendita alla superficie adibita alle due tipologie di attività. Se l'attività sia esercitata promiscuamente su tutta le superficie dell'immobile, soccorre il secondo criterio rappresentato dal numero delle persone che fruiscono delle attività commerciali e di quelle istituzionali. La quota di rendita ottenuta con il primo o con il secondo criterio deve essere poi rapportata al numero dei giorni in cui si svolge l'una o l'altra categoria di attività.
Data la complessità dei conteggi richiesti, potrebbe accadere che l'ente non commerciale non sia in condizioni di determinare con precisione il saldo Imu alla scadenza del 16 dicembre. Da qui la previsione del conguaglio da eseguirsi entro il 16 giugno dell'anno successivo. Se il conguaglio è a credito, l'ente è legittimato a pagare l'acconto Imu 2014 già al netto del credito 2013.
Sempre in relazione agli enti non commerciali, manca ancora all'appello il modello di dichiarazione Imu. Si tratta del modulo in cui gli enti devono esplicitare i calcoli fatti per lo scorporo della rendita. Nelle bozze di istruzioni diffuse dalle Finanze nei giorni scorsi sono contenute, infatti, numerose precisazioni in ordine alla definizione di attività svolta con modalità commerciali: se conosciute per tempo, potrebbero essere utilizzate dagli enti non profit per conteggiare l'Imu da pagare a giugno.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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