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NOVITÀ NORMATIVE

VERSO UNA SANATORIA DEGLI INTEGRATIVI IRREGOLARI.

Verso una sanatoria dei contratti collettivi degli enti locali. La circolare interministeriale 12 maggio n. 60/gab sottoscritta dai ministri Lanzetta, Madia e Padoan per fornire indicazioni sull'applicazione dell'articolo 4 del dl 16/2014, convertito in legge 68/2014 (decreto «salva Roma») lascia intuire che questo potrà essere lo sbocco per risolvere i problemi dei contratti decentrati di comuni, regioni e province.
Come è noto, comuni come Roma, Firenze, Vicenza e Reggio Calabria, per restare ai capoluoghi (ma moltissimi altri più piccoli sono coinvolti), sono stati interessati da ispezioni del Mef, che hanno riscontrato una serie di violazioni a vincoli normativi e finanziari posti alla contrattazione collettiva decentrata dalla legge e dai Ccnl.
Le relazioni degli ispettori impongono alle amministrazioni di agire per il recupero delle somme che sarebbero state spese oltre i limiti normativi.
Ma, le iniziative dei comuni stanno portando a reazioni fortissime dei sindacati e dei lavoratori, come gli scioperi che hanno paralizzato Roma in questi giorni.
La mini sanatoria contenuta nell'articolo 4 del dl 16/2014 si è rivelata inadeguata a risolvere i problemi della contrattazione. Essa, per un verso, consente di non chiedere indietro ai lavoratori degli enti locali le maggiori somme percepite. Ma, per altro verso, impone di ridurre drasticamente l'ammontare dei fondi destinati alla contrattazione in un arco di tempo che appare essere cinque anni. Troppo pochi: le decurtazioni ai fondi finirebbero, così, per intaccare parti fisse degli stipendi, come l'indennità di comparto o le progressioni verticali. Per questa ragione, le organizzazioni sindacali si oppongono all'applicazione dell'articolo 4, nonostante esso possa rappresentare una via d'uscita per evitare contenziosi e gli strali del Mef.
La circolare interministeriale prende atto della situazione, rilevando che, al di là delle violazioni riscontrate, esiste un problema posto «dalla particolare complessità e stratificazione» delle norme e dei contratti. Per altro aggravato, è da aggiungere, da un improprio esercizio di una funzione di «par eristica» da parte dell'Aran, che con gli anni ha attribuito alle disposizioni contrattuali significati non espressi chiaramente dalle clausole, però fatti propri dai servizi ispettivi.
I ministri, se da un lato annunciano la costituzione di un «comitato temporaneo» per fornire indicazioni applicative dell'articolo 4 del «salva Roma», dall'altro evidenziano indirettamente la sostanziale poca utilità della misura normativa applicata. Non a caso, la circolare 60/gab altro non è se non un'ulteriore sanatoria temporanea extra ordinem.
Infatti, nelle more dei risultati dell'attività del comitato istituito e delle direttive Aran sull'applicazione delle norme e dei contratti, la circolare autorizza gli organi di governo di regioni ed enti locali ad applicare il citato articolo 4 del «salva Roma» solo parzialmente, nei limiti in cui sia accettabile da sindacati e lavoratori. Non solo: i ministri indicano agli organi di governo perfino di applicare, sia pure «in via temporanea» le clausole contrattuali integrative da ritenere in violazione dei vincoli normativi, la cui attuazione risulti tuttavia indispensabile per evitare scioperi e blocchi delle attività, salvo successivo recupero delle somme (illegittimamente) esborsate.
Risulta evidente che quella delineata dalla circolare è solo una soluzione di ripiego, per altro in gran parte contrastante con le previsioni dell'articolo 4 del «salva-Roma», finalizzata a stemperare le tensioni fortissime nei comuni interessati dalle ispezioni.
FONTE: ITALIA OGGI

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