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NOVITÀ NORMATIVE

DAL 2011 RISCOSSIONE SPONTANEA E COATTIVA CON GARA

Liberalizzata la riscossione dei tributi locali. Dal 1° gennaio 2011, salvo proroghe che però potrebbero esporre l'Italia a pesanti sanzioni dall'Unione europea, i comuni dovranno rassegnarsi ad attribuire con procedure ad evidenza pubblica, e quindi con gara, sia la riscossione coattiva che quella spontanea dei tributi locali. Cosa che oggi sono molto restii a fare. Il tentativo di portare un impulso liberalizzatore in un mercato quale quello della riscossione locale che ha sempre fatto molta fatica ad aprirsi alla concorrenza, è contenuto nel maxiemendamento al dl incentivi, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
Il testo dell'esecutivo recepisce integralmente, salvo alcune modifiche richieste per mancanza di copertura dalla commissione bilancio (sono stati cassati l'emendamento del deputato Pd Laura Froner che stanziava 700 mila euro a favore del rinnovamento delle flotte di navigazione nei laghi e quello di Erminio Angelo Quartiani, sempre del Pd, in materia di rifugi alpini ndr) il testo approvato dalle commissioni finanze e attività produttive della camera.
All'interno del quale hanno trovato spazio due commi a firma del deputato Pdl Gerardo Soglia che potrebbero dare un impulso alle liberalizzazioni in un settore fortemente chiuso, come ha lamentato l'anno scorso il Consiglio di stato nella sentenza n.770/2009. L'emendamento modifica l'articolo 3, comma 25-bis del decreto-legge n. 203 del 2005, e affida sia la riscossione spontanea che quella coattiva alle società che hanno ceduto ad altre il ramo d'azienda relativo alle attività svolte in regime di concessione per conto degli enti locali, oltre che ad Equitalia spa e alle società da questa partecipate.
Con un'avvertenza: dal 1° gennaio 2011 l'affidamento dovrà avvenire mediante procedure ad evidenza pubblica. E in prospettiva dell'avvento della concorrenza viene abrogata, sempre dal 1° gennaio 2011, la norma (articolo 3, comma 6 del dlgs 13 aprile 1999, n. 112) che oggi vieta ai concessionari della riscossione di rifiutare l'affidamento, da parte dei comuni, della riscossione coattiva quando gli stessi enti abbiano deciso di gestire autonomamente quella spontanea.
Quando faranno le gare per l'affidamento del servizio i comuni dovranno garantire parità di condizioni a tutti i soggetti iscritti all'apposito albo (istituito dal dlgs 446/1997) che intendano partecipare alla procedura ad evidenza pubblica. Dire che la liberalizzazione porterà a una progressiva erosione del monopolio di Equitalia è ancora presto, ma di sicuro la società pubblica di riscossione dovrà rivedere qualcosa e magari abbassare l'aggio attribuitole (al momento fissato al 9%) per essere più concorrenziale.
Sempre in materia fiscale il maxiemendamento del governo (su cui oggi, come stabilito dalla conferenza dei capigruppo, ci sarà la fiducia mentre il voto finale sul testo che ha come relatori Marco Milanese e Giovanni Fava, dovrebbe arrivare domani mattina) dice addio alle vecchie liti tributarie pendenti da oltre dieci anni. I contribuenti che, dopo aver vinto il fisco in primo e secondo grado, vengono trascinati in Cassazione o in Commissione tributaria centrale potranno risolvere le proprie pendenze con il pagamento di un importo pari al 5% della controversia. Previsti infine dieci anni di «quarantena» per gli amministratori delle societa' di riscossione degli enti locali ammesse all'amministrazione controllata prevista per le grandi imprese in crisi.
Tra le novità ieri al centro delle valutazioni di Montecitorio c'è stata anche la norma che restringe il campo di applicazione dell'esenzione Iva alle prestazioni del solo servizio Postale universale, nonché alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi a queste accessorie. In un documento consegnato in commissione bilancio il ministero dell'economia ha stimato che questa misura produrrà un maggior gettito Iva di circa 5,9 milioni di euro all'anno.
Le reazioni. L'ennesimo ricorso alla fiducia da parte del governo ha sollevato un coro di critiche nelle opposizioni. «Non serve ad abbreviare i tempi ma solo a tenere in aula una maggioranza sbrindellata», ha sostenuto Dario Franceschini del Pd osservando che «al dissenso dei finiani si aggiunge il grande nervosismo dei deputati vicini a Claudio Scajola, secondo i quali il ministro dimissionario non sarebbe stato difeso a sufficienza. Un doppio dissenso che porta al risultato della fiducia». Di «maggioranza allo sbando» parla Antonio Borghesi (Idv), mentre Michele Vietti (Udc) denuncia un «sistematico commissariamento del parlamento da parte del ministro Tremonti. Oggi, davanti a questa fiducia immotivata, qualche scricchiolio della maggioranza si sente davvero», ammonisce il deputato centrista.
FONTE: ITALIA OGGI

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