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NOVITÀ NORMATIVE

TASI E IMU: UN GRANDE PASTICCIO!

Non basterà certo una proroga - che peraltro i sindaci non vogliono e che il governo non pare intenzionato a concedere di sua iniziativa - a risolvere il pasticcio legato al debutto dell'inedita coppia di tasse sugli immobili, la nuova Tasi e la vecchia Imu. Due tasse diverse nel nome, ma non nella sostanza, né per l'impatto (pesante) che avranno sulle tasche dei proprietari. Con la Tasi - tassa sui servizi indivisibili dei Comuni, calcolata come la vecchia Imu - che colpirà la prima casa (che non paga l'Imu); e che per tutti gli altri immobili si aggiungerà all'Imu, almeno in quei Comuni che decideranno di utilizzare l'ulteriore margine di aumento (fino allo 0,8 per mille) oltre il tetto massimo dell'Imu stessa e in quelli che nel 2013 non avevano raggiunto il limite del 10,6 per mille. Un pasticcio prevedibile (e previsto) ma che, ugualmente, oltrepassa il limite del plausibile. Un pasticcio che, al tempo stesso, la dice lunga sull'idea che una parte della pubblica amministrazione continua ad avere del principio del rispetto e della tutela dei diritti dei cittadini.
Che, in questo caso, è il diritto di essere informati sui propri obblighi fiscali. O, se vogliamo, il diritto di essere messi nelle condizioni di compiere il proprio dovere di contribuente, ovvero, di pagare le tasse senza inutili acrobazie, senza doversi affidare all'aiuto di un consulente e di poterlo fare conoscendo per tempo le aliquote, le detrazioni, le scadenze da rispettare, le modalità e le regole per i versamenti. A quattro settimane da lunedì 16 giugno, primo termine per i pagamenti, il quadro resta piuttosto fosco (è un eufemismo: la realtà è che il caos regna sovrano). Intanto, oggi inizia una settimana cruciale: entro venerdì 23, i Comuni dovrebbero approvare le delibere con le aliquote Tasi (molti non lo faranno per l'imminenza delle elezioni). Le delibere, però, per avere validità già sul pagamento del 16 giugno, dovranno essere pubblicate entro sabato 31 maggio nell'«apposita sezione del Portale del federalismo fiscale». Salvatore Padula
Chi si avventurerà "nel Portale" e avrà la fortuna di trovare la pagina su Tasi e Imu, dovrà controllare se il Comune ha approvato (pardon, pubblicato) le delibere con aliquote, detrazioni ed esclusioni: attualmente sono meno di un migliaio. Se le delibere esistono, se ne dovranno applicare le regole: servirà pazienza e sangue freddo, visto che in tema di fiscalità la fantasia degli amministratori locali sembra davvero non avere confini. In caso contrario, la Tasi sulla prima abitazione non si dovrà versare e si pagherà l'intero importo entro il 16 dicembre, quando il Comune avrà fatto le proprie scelte; sugli altri immobili, si pagherà in misura pari alla metà dell'aliquota standard dell'1 per mille (quindi, lo 0,5 per mille) e per il saldo di dicembre si vedrà.
Sull'Imu è tutto più semplice (!): basterà applicare le aliquote dell'anno precedente. Comunque, per quanto possa apparire incredibile, il quadro rischia addirittura di peggiorare. I Comuni, quelli che hanno già approvato-pubblicato la delibera, potranno modificarla fino al termine per l'approvazione del bilancio preventivo (attualmente il 31 luglio); potranno aumentare e/o ridurre aliquote, prevedere o sopprimere esclusioni; cambiare le detrazioni. Naturalmente, anche per l'Imu. Così, pare scontato che il copione di queste settimane si riproporrà per il saldo di dicembre. Un copione fatto di centinaia di migliaia di aliquote, di eccezioni, di esclusioni, di detrazioni legate al reddito piuttosto che al valore dell'immobile o al mix delle due variabili.
Nei giorni scorsi, nel pieno del confronto sulla necessità o meno di un rinvio della scadenza del 16 giugno per versare la prima rata della tassa sui servizi indivisibili dei municipi, Piero Fassino, presidente dell'associazione dei Comuni, ha sottolineato come non sia serio «neanche per i cittadini, continuare a cambiare i termini del pagamento della Tasi» e che «i Comuni hanno bisogno di certezze». Tutti d'accordo. Le proroghe sono sempre la prova di un'inefficienza e talvolta aumentano persino la confusione.
A patto però che le cose siano gestite in modo serio e corretto, come non è stato fatto con la Tasi e l'Imu. Se è innegabile che i Comuni abbiano bisogno di certezze (ancora oggi i sindaci non conoscono con precisione l'entità dei fondi in arrivo dallo Stato) è pure innegabile che identiche certezze vadano garantite ai cittadini. E che è altrettanto «poco serio», per usare le parole di Fassino, pretendere che i proprietari di immobili si debbano orientare in quel ginepraio che sono diventate, o si apprestano a diventare, Tasi e Imu.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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