PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

TASI: IPOTESI PRIMA RATA AD OTTOBRE PER CHI NON HA DELIBERATO.

Il 16 ottobre. Dovrebbe essere questa la nuova data per gli acconti della Tasi su seconde case, negozi, capannoni, alberghi, uffici e così via nei Comuni che non hanno approvato le aliquote entro la giornata di ieri o non se le vedono pubblicare nel censimento ufficiale del dipartimento Finanze entro il 31 maggio.
La conferma è arrivata ieri direttamente dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa con il "bilancio" dei primi 80 giorni di governo. «È un accordo già raggiunto» con i sindaci, ha precisato Renzi, e del resto lo stesso presidente dell'Anci Piero Fassino aveva nei giorni scorsi richiamato la data del 16 ottobre, nonostante il comunicato del ministero dell'Economia avesse parlato di spostamento a settembre.
Renzi esclude comunque una proroga estesa a tutti, anche dove le delibere sono già state votate, quando spiega che «il governo non ha previsto nessun tipo di rinvio, ma ha solo consentito di andare a ottobre ai comuni che vogliono evitare di scegliere l'aliquota per motivi elettorali e per aspettare i nuovi sindaci». Le aliquote mancano anche in tanti enti non interessati dal voto di domani, ma il rinvio generalizzato (chiesto fra gli altri da Confcommercio, Assoedilizia, Federconsumatori, Adusbef e altri) non ci sarà. L'ultimo conteggio ministeriale parla di 2.065 aliquote al traguardo e di altre 128 già ricevute. I numeri definitivi si dovrebbero conoscere lunedì, ma il quadro mostra che le decisioni mancano in circa 5.900 Comuni.
Il rinvio più lungo eviterebbe il rischio di trovarsi a settembre con un nuovo problema, perché nei Comuni al voto (soprattutto i 229 che contano più di 15mila abitanti e quindi possono andare al ballottaggio l'8 giugno) il termine del 31 luglio entro il quale chiudere bilanci preventivi e decisioni tributarie può rivelarsi troppo stretto. Più in generale, difficoltà simili possono tornare anche in molti altri enti perché i numeri chiave della finanza locale 2014 devono ancora trovare pace.
A confermare il calendario interviene anche una bozza di decreto legge preparata per il Consiglio consiglio dei ministri di giovedì, quando però il Governo ha preferito non affrontare l'argomento rinviando la decisione a dopo le elezioni. Nell'ipotesi preparata dai tecnici, non si modificano le regole sulle abitazioni principali, che di conseguenza non sarebbero interessate dal nuovo intervento: a loro aveva già pensato la legge di conversione del decreto «salva-Roma» ter (articolo 1, comma 1 della legge 68/2014), prevedendo che nei Comuni "senza delibera" la Tasi sull'abitazione principale sarebbe stata pagata tutta al 16 dicembre, assieme al saldo sugli altri immobili e sull'Imu.
Nella bozza di provvedimento si affronta anche la questione dell'anticipo ai Comuni per evitare buchi di liquidità aperti dal mancato incasso della Tasi di giugno. L'ipotesi prevede di riconoscere ai Comuni interessati dalla proroga un acconto pari alla metà della Tasi calcolata con l'aliquota standard dell'1 per mille. La prossima, dunque, dovrebbe essere la settimana giusta per sciogliere le incognite del calendario, anche se la partita del Fisco immobiliare rimane più complessa.
In questi giorni l'Ncd è tornata a chiedere di abbassare il tetto di aliquota dal 2,5 al 2 per mille, specificando (lo ha detto l'ex ministro Maurizio Sacconi) che dalla sorte della proposta dipende «la sopravvivenza della coalizione». Anche dall'esito delle urne si vedrà però se la febbre della Tasi è destinata a crescere o ad affievolirsi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<dicembre 2018>
lunmarmergiovensabdom
262728293012
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31123456
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio