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NOVITÀ NORMATIVE

PER LA CASSAZIONE VALIDE LE CARTELLE PRIVE DEL NOME E DELLA SOTTOSCRIZIONE DEL FUNZIONARIO

Valide le cartelle mute, e cioè prive del nome e della sottoscrizione del funzionario responsabile, notificate al contribuente prima di giugno 2008.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 10805 del 5 maggio 2010, ha accolto il ricorso della Gest Line (ex Gerico spa) presentato contro la decisione della commissione tributaria regionale del Veneto.
I giudici di merito avevano annullato una cartella esattoriale perché priva del nome e della sottoscrizione del funzionario responsabile, e quindi in contrasto con quanto disposto dall'articolo 7 dello Statuto del Contribuente. Ma la Cassazione ha rovesciato questa decisione precisando «che non ogni carenza, in relazione all'art. 7, comma 2, lett. a) citato, comporta invalidità dell'atto, restando, l'ufficio che ha emesso l'atto, sempre gravato dei dovere d'informazione dei confronti del contribuente (così, con riguardo ad un incompleto ordine di esibizione rivolto dall'ufficio al contribuente).
Onde, anche il secondo motivo, volto a superare carenze non incidenti in concreto sull'esercizio del diritto di difesa del contribuente, appare comunque fondato».
Ma non basta. «L'interpretazione restrittiva in tal guisa proposta», si legge nel passaggio successivo della sentenza, «che nega l'equivalenza tra la locuzione tassativamente contenuta nell'art. 7 citato e la previsione espressa di nullità - riceve, del resto, significativa conferma dall'art. 36, comma 4-ter, del dl 248/2007, come convertito dalla legge 31/2008, che, oltre a prevedere, in ordine alla cartella di pagamento, a pena di nullità, l'indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione della stessa cartella, fissa la decorrenza di tale disciplina dal 1° giugno 2008, e giunge a precisare, con evidente portata interpretativa, che la mancata indicazione dei responsabili dei procedimenti nelle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati prima di tale data non è causa di nullità delle stesse».
A conclusione analoga, oggi rafforzata dalla Suprema corte di cassazione, era giunta la Consulta, che, con una sentenza depositata il 26 febbraio dell'anno scorso, la n. 58, aveva infatti stabilito che le regole sulla nullità della cartella per mancata indicazione del responsabile del procedimento non possono essere giudicate incostituzionali nella parte in cui non vengono fatte valere retroattivamente.
FONTE: ITALIA OGGI

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