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NOVITÀ NORMATIVE

CTR BOLOGNA: I TERRENI INCOLTI NON PAGANO L'ICI

Terreni incolti fuori dal campo di applicazione dell'Ici. In questi termini si è pronunciata la commissione tributaria regionale di Bologna (sent. n. 25/11/10 del 23/2/2010) che ha altresì statuito che ai comuni è interdetto il recupero della differenza dell'imposta determinata dall'attribuzione di rendite catastali, attribuite dopo il 31/12/1999, fintanto che l'Agenzia del territorio non notifica il relativo classamento al contribuente.
Il caso. Due coniugi avevano impugnato diversi avvisi di accertamento con i quali un comune pretendeva da loro l'Ici calcolata sulla base del reddito dominicale di un terreno incolto oltre che su alcuni fabbricati relativamente ai quali il competente ufficio dell'Agenzia del territorio, tra il 2002 e il 2005, aveva modificato le rendite senza tuttavia notificarle ai proprietari. Il comune aveva confutato i motivi del ricorso assumendo che sono soggetti ad Ici tutti i terreni, a prescindere dalla circostanza che essi siano a meno coltivati. Con riferimento alla tassazione degli appartamenti, l'ente eccepiva poi che la rendita era stata resa nota ai contribuenti con gli avvisi di accertamento impugnati, che costituivano, a tutti gli effetti, anche notifica delle rendite catastali. La Commissione tributaria regionale del capoluogo emiliano, riformando la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso solo per quanto riguardava la non debenza delle sanzioni, respingendolo per il resto, ha condiviso le ragioni degli appellanti per i seguenti motivi.
I terreni. Preso atto che il dlgs. n. 504 del 1992 sottopone a tassazione non tutti i «terreni» ma solo i «terreni agricoli» (art. 1, comma 2), dove per «terreno agricolo si intende il terreno adibito all'esercizio delle attività indicate nell'art. 2135 del codice civile» (art. 2, comma 1, lett. c), i giudici bolognesi di secondo grado hanno ritenuto escluso dall'imposta il terreno sul quale non viene svolta nessuna attività agricola, in quanto «appare evidente e logica la volontà del legislatore sul punto: sottoporre a Ici esclusivamente _ i terreni agricoli che, se posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli a titolo principale, potranno beneficiare di riduzioni anche consistenti d'imposta». A ben vedere si tratta della stessa interpretazione fornita - a suo tempo - dal ministero delle finanze (circ. n. 9/1993) e - da sempre - trasfusa nelle istruzioni alla compilazione della dichiarazione Ici.
I fabbricati. Di estremo interesse è pure il secondo capo della sentenza. Afferma, infatti, la Ctr dell'Emilia Romagna che le rendite catastali, essendo state attribuite dopo il 31/12/1999, dovevano essere notificate (ai sensi dell'art. 74, comma 1, del dlgs. n. 504 del 1992) dall'Agenzia del territorio prima che il comune potesse azionare la pretesa impositiva. Ciò in quanto il contribuente deve essere posto nelle condizioni di poter impugnare la rendita (con inevitabili effetti anche ai fini dell'Ici). E perché questo si possa verificare è necessario che gli uffici catastali notifichino (in forma rituale) al proprietario dell'immobile l'atto di classamento. È stata così respinta la tesi difensiva dell'ente volta a far ritenere che l'atto impositivo costituisce a tutti gli effetti notificazione della rendita a prescindere dalla data di «messa in atti» della stessa.
FONTE: ITALIA OGGI

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