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NOVITÀ NORMATIVE

UNICO ATTO DI ACCERTAMENTO PER PIU' ANNUALITA'

Meno burocrazia per gli enti locali quando notificano i tributi ai contribuenti. È infatti lecito inviare in un atto unico avvisi di accertamento riguardanti diverse annualità di imposta. Questo procedura non vìola lo statuto del contribuente.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 11445 del 12 maggio 2010, ha respinto il ricorso di un contribuente.
Questo perché, hanno motivato gli Ermellini, «nessuna norma vieta all'ente territoriale di comprendere in un unico documento avvisi di accertamento riguardanti più annualità d'imposta, sempre che ciascun accertamento sia effettuato in modo da non precludere o limitare la difesa del contribuente». Ma non è tutto. Nell'enunciare questo principio la sezione tributaria ha inoltre affermato la validità dell'accertamento nonostante il comune non avesse compreso nel plico notificato al proprietario dell'immobile le delibere di approvazione dell'Ici.
In proposito, hanno chiarito i giudici, «è legittima la mancata allegazione all'atto di accertamento delle delibere del comune di determinazione Ici, qualora le stesse siano già state pubblicate tramite affissione per cinque giorni nell'albo pretorio. Infatti in tema d'imposta comunale sugli immobili, l'obbligo di allegazione dell'atto impositivo di riproduzione al suo interno, di ogni altro atto dal primo richiamato, previsto dall'art. 7, legge 7 luglio 2000, n. 212, avendo la funzione di rendere comprensibili le ragioni della decisione, riguarda i soli atti necessari per sostenere le ragioni intesse in senso ampio e quindi non limitate a quelle puramente giuridiche, ma comprensive dei presupposti di fatto. Ne deriva che sono esclusi dall'obbligo di allegazione gli atti che si rilevano irrilevanti per il raggiungimento della detta funzione e gli atti giuridicamente noti per effetto ed in conseguenza dell'avvenuto espletamento delle formalità di legge relative alla loro pubblicazione».
FONTE: ITALIA OGGI

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