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NOVITÀ NORMATIVE

ESENZIONE IMMOBILI RURALI IN BASE ALL'ACCATASTAMENTO

I fabbricati rurali non pagano l'Ici solo se accatastati in A/6 o D/10. Lo ha affermato la sezione tributaria della Cassazione con la sentenza 8845/2010, aderendo all'orientamento espresso dalle sezioni unite nell'agosto del 2009.
La vicenda è controversa e solo agli inizi del 2009 era stata introdotta una norma di interpretazione autentica che esclude dall'Ici i fabbricati con i requisiti di ruralità indicati dall'articolo 9 del Dl 557/93.
L'articolo 23, comma 1-bis, della legge 14/09 avrebbe dovuto dirimere i contrasti sorti nel 2008, quando la Cassazione aveva affermato che l'iscrizione nel catasto di una unità immobiliare, ancorché rurale, costituiva presupposto per assoggettare il fabbricato all'imposta (sentenze 15321/08 e 23596/08).
L'Anci ha subito posto in rilievo il principio secondo cui tutti i fabbricati rurali sono soggetti all'Ici, ma questa posizione crea allarmismo nel settore agricolo che chiede un intervento urgente del governo.
Si arriva così alla legge 14/09, che avrebbe dovuto risolvere la questione in via definitiva. Ma non è così, perché già ad agosto le sezioni unite con diverse pronunce vincolano la ruralità dei fabbricati alle risultanze catastali (A/6 o D/10) e precludono l'accertamento del giudice sulla ruralità dell'immobile a eccezione di due casi:
1) specifica impugnazione della categoria catastale;
2) fabbricati non iscritti in catasto.
Tuttavia l'agenzia del Territorio con una nota del 26 febbraio 2010 si è posta in contrasto con la Cassazione affermando che il classamento nelle categorie A/6 o D/10 costituisce una condizione sufficiente ma non necessaria per il riconoscimento della ruralità, che deve essere sempre effettuato secondo l'articolo 9 del Dl 557/93 a prescindere dalle risultanze catastali.
Il problema ora si pone in tutta evidenza e con notevoli ricadute applicative sui comuni, che pur a fronte della prassi amministrativa non possono ignorare l'autorevolezza delle decisioni assunte dalle Sezioni Unite, non solo per il ruolo della Cassazione di uniformare il diritto oggettivo nazionale ma anche perché è l'organo che si pronuncia in ultima istanza su tutte le controversie.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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