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NOVITÀ NORMATIVE

SULLE SOCIETA' PARTECIPATE CONTROLLI PARZIALI

Le partecipate degli enti locali sono soggette al patto di stabilità? La situazione finanziaria degli organismi esterni va analizzata insieme a quella dell'ente in un bilancio consolidato? L'indebitamento delle società va conteggiato insieme a quello del comune? La risposta a queste domande, che negli ultimi tempi si infittiscono fra amministratori, revisori dei conti, operatori pubblici e privati, arriva dalla Corte dei conti Piemonte (parere 14/2010).
Negativa a tutti e tre i quesiti. Le norme vigenti, infatti, prevedono l'assoggettamento al patto di stabilità delle società, ma manca ancora l'emanazione del decreto interministeriale, relativo alla definizione delle modalità e della modulistica.
Pertanto, attualmente, gli enti locali controllanti non sono obbligati a valutare il rispetto del patto di stabilità attraverso un bilancio consolidato. Così come non sono tenuti a calcolare l'indebitamento dell'ente conteggiando anche quello delle società.
Tuttavia, la magistratura contabile ribadisce l'esigenza di un monitoraggio da parte dell'ente locale sui soggetti partecipati, per la direzione e il coordinamento delle loro attività. I giudici piemontesi aprono con il capitolo personale, richiamando l'estensione anche alle società a partecipazione pubblica totale o di controllo dei limiti alle assunzioni e delle politiche di contenimento degli oneri contrattuali previsti a carico delle amministrazioni. L'estensione riguarda le società titolari di affidamenti, diretti, o che svolgano funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale e di carattere non industriale né commerciale, oppure attive nei confronti della Pa (comma 2-bis, articolo 18 DI 112/2008). La stessa norma ha stabilito che con decreto del ministro dell'Economia (da emanare entro il 30 settembre 2009) sarebbero state definite le modalità e la modulistica per l'applicazione del patto a queste società.
Sempre in tema di vincoli di finanza pubblica, in precedenza l'articolo 23-bis del DI 112/2008 (comma 10) aveva gettato le basi per l'assoggettamento al patto delle società affidatarie in house di servizi pubblici locali, rinviando ad un regolamento governativo, da adottare entro il 31 dicembre 2009.
Intanto, mancano poco più di sette mesi al termine (del 31 dicembre 2010) assegnato al consiglio comunale per autorizzare il mantenimento o la dismissione delle partecipazioni societarie non strettamente necessarie rispetto ai «fini istituzionali» o all'interesse generale dell'ente. Va ricordato che il legislatore, successivamente, ha introdotto (articolo 19, comma 2, lettera a) del Dl '78/2009) un potenziamento dei controlli, per cui la delibera di autorizzazione all'assunzione di nuove partecipazioni societarie e di mantenimento delle attuali va trasmessa alla sezione regionale della corte dei conti.
Il controllo - ha poi precisato stessa magistratura contabile -si riferisce anche alle delibere di autorizzazione all'assunzione/mantenimento di partecipazioni societarie emesse dall'organo consiliare in data precedente alla modifica normativa (deliberazione sezione Lombardia 70/2010).
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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