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NOVITÀ NORMATIVE

FACILITATE LE RISCOSSIONI ICI SUI FALLIMENTI

Più facile per i comuni riscuotere l'Ici dai fallimenti. Infatti d'ora in avanti l'ente locale che vanta un credito nei confronti di un'azienda potrà godere del privilegio generale che la legge ha previsto per i beni mobili.
Lo hanno stabilito le sezioni unite civili della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 11930 di ieri, hanno respinto il ricorso di un fallimento, estendendo questo importante privilegio, sancito dal legislatore (con il regio decreto n. 1175 del 1931) per la Tosap e la tassa sui rifiuti, anche all'imposta comunale sugli immobili. La decisione potrebbe essere una boccata d'ossigeno per le casse degli enti locali, soprattutto alla luce del fatto che l'Ici sulla prima casa è stata soppressa e che quella sugli immobili di aziende (per esempio sui capannoni industriali) rappresenta un gettito fiscale significativo.
Due gli orientamenti contrapposti e che hanno fatto finire la questione sul tavolo delle sezioni unite di piazza Cavour. Secondo alcuni collegi la norma sui privilegi contenuta nell'articolo 2752 del codice civile andava interpretata in senso restrittivo e cioè che il privilegio non poteva essere esteso anche all'Ici perché nessuna norma lo aveva espressamente previsto. Al contrario altri collegi hanno ritenuto che «il principale tributo locale, che è proprio l'Ici, non poteva rimanere sprovvisto della garanzia di un privilegiato riconosciuto a molti tributi minori». Ed è proprio questa la tesi cui ha aderito il massimo consesso del Palazzaccio con la sentenza depositata ieri.
Alla fine delle diciannove pagine di motivazioni i consiglieri hanno infatti affermato che «le norme del codice civile che stabiliscono i privilegi in favore di determinati crediti possono essere oggetto di interpretazione estensiva». Non solo. Per questi motivi, si legge nelle ultime righe della sentenza, «il privilegio generale sui mobili istituito dall'art. 2752, cod. civ. sui crediti per le imposte, tasse e tributi dei comuni previsti dalla legge per la finanza locale, deve essere riconosciuto anche per i crediti dei comuni relativi all'imposta comunale sugli immobili (Ici) introdotta dal dlgs 504 del 1992, pur se successiva e quindi non compresa tra i tributi contemplati dal rd 1175/1931».
Il caso a Peschiera di Borromeo. L'ente locale vantava un credito Ici nei confronti di una srl di 23 mila euro. Nel frattempo l'azienda era fallita e il comune aveva chiesto e ottenuto dal tribunale di Milano di essere ammesso in via privilegiata al passivo. Contro questa decisione il curatore aveva presentato appello di fronte alla Corte territoriale meneghina ma senza successo. Poi ha depositato il ricorso alla Suprema corte di cassazione. Qui gli atti sono stati trasmessi alle sezioni unite dato il contrasto di giurisprudenza nato all'interno della prima sezione civile. Ora il fallimento ha perso definitivamente.
FONTE: ITALIA OGGI

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