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NOVITÀ NORMATIVE

BOLLETTE DELL'ACQUA PIU' ELEVATE

Dal 1° luglio prossimo le bollette di acqua, fognatura e depurazione saranno più care. I gestori degli impianti, che non hanno ancora adeguato i loro listini ai costi 2009 dovranno farlo il prima possibile. Seguendo il metodo di calcolo previsto dalla delibera Cipe 117/2008.
È quanto dispone una circolare dello Sviluppo economico n. 3636/C del 18 maggio scorso, che, oltre a indicare come calcolare i rincari, contiene in allegato un modulario integrato che i gestori degli impianti dovranno compilare per il 2010.
Con tanto di tabelle sui costi. I rincari, che scatteranno a partire dal 1° luglio 2010, saranno applicati in base alle tariffe vigenti al 30 giugno prossimo. La delibera Cipe detta anche il tabellino di marcia per l'implementazione del nuovo sistema tariffario. In primis, una relazione di gestione, stilata ovviamente dagli enti gestori, dovrà essere inviata ai soggetti verificatori (e cioè le Ato, le camere di commercio e, in qualche caso, le regioni) entro e non oltre il 30 maggio prossimo. La relazione sulla gestione, ovviamente andrà aggiornata con i dati relativi al 2009. E, nel calcolare le nuove tariffe verranno considerati anche gli investimenti realizzati e programmati direttamente dal gestore, a proprio carico diretto; cioè tutti quegli investimenti, che risultano aggiuntivi rispetto a quelli finanziati con contributi pubblici. I verificatori dovranno poi inviare al Cipe, entro il 30 settembre di ogni anno, una relazione sull'attività di verifica svolta ai sensi della delibera n. 117/2008. Contemporaneamente, gli enti locali competenti alla definizione delle tariffe (per esempio gli Ato) dovranno trasmettere le deliberazioni assunte per il riconoscimento degli incrementi tariffari al Cipe, al ministero dello sviluppo economico (Ufficio monitoraggio prezzi) e alle Camere di commercio.
Adeguamento tariffe. La variazione percentuale delle tariffe di acquedotto, fognatura e depurazione viene calcolato, utilizzando il tasso di inflazione programmata per il 2009, pari allo 0,7%, meno la variazione di produttività quantificata nel 2009 rispetto al 2008. Quest'ultima viene calcolata come differenza tra il rapporto tra ricavi e costi operativi al netto di quelli relativi al personale nel 2009 e il rapporto tra ricavi e costi operativi al netto di quelli relativi al personale nel 2008. La variazione di produttività così valutata potrà, poi, essere valorizzata ai fini del conguaglio dell'adeguamento tariffario nel limite dell'1,15%, sia in eccesso che in difetto. Infine, alla differenza tra tasso di inflazione e variazione di produttività si somma il rapporto tra investimenti realizzati e investimenti programmati nel periodo 1/7/2008-31/12/2009, rispetto al programma di investimenti approvato dall'Ato o dall'ente locale competente.
FONTE: ITALIA OGGI

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