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NOVITÀ NORMATIVE

COMUNI: BLOCCO DEL TURN OVER AL 20% DELLE CESSAZIONI

Anche gli enti locali entrano nel blocco del turn over, che dal 2011 permetterà di dedicare alle assunzioni al massimo il 20% delle risorse liberate dalle cessazioni. Le regole però non sono uguali a quelle prescritte alla Pa centrale, dove il tetto del 20% vale anche per le «teste», ma la stretta è dura e impone un vincolo di dettaglio con qualche profilo di rischio costituzionale.
Dove la spesa di personale supera il 40% delle uscite correnti, invece, il reclutamento si blocca del tutto. La riscrittura delle regole sul personale prova a blindare le spese di comuni e province, con regole puntuali che sollevano qualche rischio di costituzionalità.
L'intervento a 360 gradi è di estrema rigidità e inserisce regole e paletti destinati a lasciare il segno per lungo tempo. I comuni sopra i 5.000 abitanti e le province sono innanzitutto di fronte a una nuova versione del comma 557 della Finanziaria 2007 e successive modifiche e integrazioni che non prevede più innanzitutto alcuna possibilità di deroga alle limitazioni.
Se da una parte è positivo rilevare la precisazione (questa volta normativa) che il confronto delle spese va fatto con esclusione degli oneri relativi ai rinnovi contrattuali, dall'altra parte balza subito agli occhi come il legislatore abbia evidenziato addirittura le leve per il raggiungimento dell'obiettivo: parziale reintegrazione dei cessati, contenimento della spesa per il lavoro flessibile, razionalizzazione delle strutture al fine di ridurre l'incidenza percentuale delle posizioni dirigenziali, contenimento delle dinamiche della contrattazione decentrata. A completamento di ciò si mantiene in vita la regolamentazione attraverso il Dpcm già previsto dall'articolo 76, comma 6, del Dl 112/2008, ma mai emanato: viene infatti richiesta anche la riduzione dell'incidenza percentuale delle spese di personale rispetto alle spese di correnti.
Le voci che costituiscono «spesa di personale» vengono direttamente specificate all'interno del comma 557 andando a includere le ormai già conosciute co.co.co., gli incarichi di cui all'articolo 110 del Tuel, i contratti di somministrazione e i costi del personale utilizzati da strutture facenti capo all'ente.
Gli enti che non rispettano le limitazioni sulla spesa non potranno fare assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale applicandosi il divieto di cui all'articolo 76, comma 4, del Dl 112/2008. Tra l'altro è ben chiaro il monito anche sull'impossibilità di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della disposizione. Si tratta quindi di una sanzione vera e propria per la quale nessuna interpretazione potrà portare a ritenere che il comma 557 sia una norma di principio. Il divieto rimane in vigore anche per gli enti che non rispettano il patto di stabilità.
Enormi difficoltà anche per i piccoli enti sotto i 5.000 abitanti. Il comma 562 della Finanziaria 2007 rimane in vita ancorando quindi le spese di personale all'anno 2004. Il limite non potrà pertanto essere superato. Inoltre, vengono totalmente soppresse le possibilità di deroga introdotte dalla Finanziaria del 2008 e sospese negli enti con più di dieci dipendenti dalla manovra estiva dello stesso anno. Tali enti non hanno quindi alcuna possibilità di oltrepassare i vincoli imposti dal legislatore anche in presenza dei parametri di virtuosità previsti dagli indici per misurare il dissesto e il deficit.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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