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NOVITÀ NORMATIVE

BILANCI BLOCCATI AL NUOVO PATTO DI STABILITA'

Il patto di stabilità 2011-2013 presenta a comuni e province il conto complessivo e svela le novità del sistema sanzionatorio. Ancora allo studio, invece, la revisione del meccanismo di calcolo, chiamato a tradurre a livello locale i sacrifici chiesti al comparto. Il capitolo dedicato ai vincoli di finanza pubblica nella manovra è un misto di slancio verso la blindatura, dopo aver alzato l'asticella dei sacrifici chiesti agli enti locali, e di prudenza nello svelare gli ingredienti nuovi.
La manovra chiede ai comuni con popolazione oltre 5mila abitanti 1,5 miliardi di euro per il 2011 e 2,5 miliardi dal 2012. Alle province la stretta costa 300 milioni di euro per il 2011 e 500 milioni dal 2012: in tutto, 4,8 milirdi in due anni. All'inasprimento complessivo dei vincoli si accompagna la modifica delle sanzioni, tesa a blindare i risultati del sistema.
Dovrebbe arrivare la revisione del meccanismo per la costruzione del saldo programmatico. La base di calcolo a cui applicare il coefficiente di miglioramento, che ora fa riferimento a un solo anno, il 2007, dovrebbe puntare a un periodo triennale (probabilmente 2006/2008). Il passaggio alla base pluriennale dovrebbe eliminare i picchi e quindi superare i tormentati saliscendi delle entrate da alienazioni. Il restyling non dovrebbe modificare, invece, il criterio della competenza mista.
In attesa di conoscere i dettagli delle percentuali di miglioramento, è possibile affermare che il problema della sostenibilità rimane tutto sulle spalle degli amministratori locali, costretti quasi ad azzerare gli investimenti finanziati con l'indebitamento.
Non solo, dopo le misure tese a contrastare i ritardi di pagamento delle amministrazioni pubbliche, il tema grava anche sui funzionari che adottano provvedimenti con impegni di spesa, chiamati all'accertamento della compatibilità con i vincoli del patto di stabilità. Mentre sono positive le novità per il patto 2010, dove torna il "bonus" sui residui passivi e cambiano i premi.
Per dare una boccata d'ossigeno rispetto ai milioni di residui bloccati nelle casse degli enti locali, torna la possibilità di liberare lo 0,78% dei residui passivi in conto capitale registrati nei rendiconti 2008. Per beneficiare del bonus dei pagamenti consentiti in deroga, gli enti devono però essere in regola con il patto per il 2009.
Lo sbocco - meno significativo del 4% concesso lo scorso anno consentirà di saldare una minima parte dei conti sui lavori appaltati negli anni passati imprigionati nelle casse degli enti. A Milano si liberano 23,5 milioni, contro i 21,9 di Roma. Firenze potrà pagare Sal per 4 milioni, mentre a Ancona e Perugia le cifre scendono sotto al milione di euro. Altre novità: nel 2010 gli enti locali non potranno beneficiare del meccanismo di premialità, mentre spunta un contributo di 200 milioni da ripartire fra gli enti virtuosi in regola con il patto 2009, sulla base della popolazione. Ma questi contributi non sono conteggiati fra le entrate valide ai fini del patto di stabilità.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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