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NOVITÀ NORMATIVE

SI AMPLIANO LE COMPETENZE DEI COMUNI SULL'EVASIONE

Ampliate le competenze antievasione dei comuni italiani. Oltre all'evasione fiscale potranno contrastare anche il lavoro nero e l'omesso versamento dei relativi contributi previdenziali. Da questa attività otterranno entrate pari al 33% delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo a seguito del loro intervento nell'attività di accertamento.
Ma il decreto correttivo sui conti pubblici mira a contrastare l'evasione anche attraverso altri strumenti. Fra questi spiccano i nuovi obblighi di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini Iva di importo superiore ai tremila euro, il divieto di effettuare compensazioni nel modello F24 da parte dei contribuenti con debiti a ruolo nonché una serie di misure finalizzate ad accelerare la riscossione e più in generale a combattere i fenomeni meglio conosciuti come evasione da riscossione.
Comuni antievasione. La manovra correttiva esalta in ruolo antievasione dei comuni italiani. La loro partecipazione alla lotta al sommerso verrà attuata attraverso le segnalazioni che gli stessi forniranno all'agenzia delle entrate, alla Guardia di finanzia e all'Istituto nazionale della previdenza sociale. Sono questi i tre interlocutori privilegiati con i quali i comuni dovranno interfacciarsi nella loro attività sul territorio. Le segnalazione del comune saranno ovviamente relative a elementi utili a integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti e consentiranno di determinare maggiori imponibili fiscali e contributivi.
La manovra accelera anche sul fronte della costituzione dei c.d. consigli tributari. Si tratta dei veri e propri organi istituzionalmente preposti dal comune all'attività di contrasto all'evasione fiscale e contributiva sul territorio di loro pertinenza. Uno dei principali scopi dei consigli tributari è quello di disciplinare e regolamentare le forme di collaborazione fra l'ente locale e i vari interlocutori istituzionali. Fra questi ultimi la manovra correttiva pone in primo piano l'agenzia del territorio al fine di disciplinare le forme di collaborazione necessarie per l'aggiornamento del catasto.
Se la popolazione del comune supera i 5 mila abitanti l'istituzione del consiglio tributario dovrà essere adottata dal consiglio comunale nel termine di novanta giorni dall'entrata in vigore del decreto correttivo. Se invece la popolazione del comune è inferiore a detta soglia allora sarà necessario costituire un consorzio con i comuni limitrofi al fine di costituire un unico consiglio tributario che rivolgerà la sua attività a tutti gli enti locali partecipanti.
Due sono le norme sulle quali il decreto correttivo interviene per aumentare la partecipazione dei comuni all'azione di contrasto all'evasione fiscale e contributiva: l'articolo 44 del dpr 600/73 e l'articolo 1 del dl n. 203/2005.
Per quanto concerne la prima disposizione la manovra si preoccupa di disciplinare la diffusione agli enti locali da parte dell'Agenzia delle entrate delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti residenti nel territorio del comune. Gli uffici periferici delle Entrate dovranno inoltre informare preventivamente il comune in ordine all'imminente emissione di un avviso di accertamento sintetico. Il comune nel cui domicilio fiscale il contribuente risiede, avrà sessanta giorni di tempo da tale avviso, per comunicare ogni ulteriore elemento in suo possesso utile alla determinazione del reddito complessivo del contribuente stesso. In questo modo l'accertamento sintetico avrà due fasi: una prima condotta a livello centrale da parte dell'ufficio dell'agenzia delle entrate e una seconda di livello periferico nel quale può entrate in gioco anche l'ente locale.
A fonte dell'attività svolta e degli investimenti richiesti ai comuni, la manovra assegna un incentivo economico quantificato nel 33% delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo.
FONTE: ITALIA OGGI

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