PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

ACCONTI IRPEF RIDOTTI PER DUE ANNI

Il ministero dell'economia potrà differire gli acconti d'imposta Irpef per il 2011 (in scadenza al 30 novembre 2010) e quelli del 2012 (il cui termine scade il 30 novembre 2011). È una delle novità contenute nel testo definitivo della manovra (dl 78 del 2010, approdato ieri sera in Gazzetta Ufficiale).
Sarà poi un decreto a fissare percentuali e termini dei due differimenti. In pratica viene stabilito che per l'Irpef dovuta per il periodo d'imposta 2011 sarà decisa una riduzione dell'acconto per un importo pari a 2,3 mld nel 2011 e 600 milioni nel 2012. Le somme saranno poi versate in sede di conguaglio.
Per i contribuenti che si avvalgono dell'assistenza fiscale i sostituti d'imposta trattengono l'acconto tenendo conto del differimento. Si prospetterebbe così un'operazione simile a quella effettuata lo scorso novembre con lo scudo fiscale. In quell'occasione gli acconti nella misura del 2% sono stati fatti slittare al prossimo 16 giugno. Un'operazione che ha consentito di fatto al Tesoro di far slittare l'incasso di una quota parte dello scudo da destinare a copertura di altre misure indicate in Finanziaria. In sostanza, si tratterebbe di una sorta di salvadanaio nel caso la manovra dovesse incamerare maggiori risorse rispetto a quanto preventivato.
Statali e scuola. Tra le novità dei 56 articoli del testo definitivo della manovra (nel quale non c'è il taglio delle province sotto i 220mila abitanti) il rinvio all'anno prossimo e non più dal 2010 del congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici.
Per tre anni - 2011, 2012 e 2013 - il trattamento economico dei singoli dipendenti, compresi i dirigenti, non potrà superare i livelli del 2010. Nel testo approvato dal Consiglio dei ministri il blocco degli stipendi degli statali partiva già da quest'anno, mentre nelle bozze circolate prima del via libera veniva fissato al 2011.
Cambiano anche le soglie di reddito per il taglio agli stipendi dei manager pubblici: per i redditi fra i 90 mila e i 150 mila euro il taglio sarà del 5%, per i redditi oltre i 150 mila la riduzione sale al 10%. Nella versione approvata dal Consiglio dei ministri si prevedeva invece un taglio del 5% tra i 90 mila e i 130 mila euro di reddito, e del 10% oltre i 130 mila euro. In ogni caso, viene precisato, il trattamento economico non può essere inferiore ai 90 mila euro.
Le indennità corrisposte agli uffici di diretta collaborazione dei ministri sono ridotte del 10%. Per quanto riguarda poi il comparto della scuola, resta il congelamento degli stipendi del personale e dei docenti, ma il confronto per i rinnovi contrattuali partirà soltanto dopo il 2012. Arriva la liquidazione in più tranche per i dipendenti pubblici se superiore ai 90mila euro. Le norme infatti fissano a un unico importo annuale il riconoscimento dell'indennità di buonuscita, premio di servizio, trattamento di fine rapporto a seguito della cessazione dell'impiego. L'importo sarà diviso in due erogazioni annuali se l'ammontare è compreso tra 90 mila e 150 mila euro. Mentre sarà suddiviso in tre importi annuali se pari o superiore a 150 mila euro. La prima scadenza utile per il riconoscimento della prestazione è legata alla vecchia normativa prima della manovra.
Notai e catasto. I notai dovranno verificare la conformità tra registri immobiliari e gli intestatari catastali, prima della stipula di atti che interessano unità immobiliari urbane. «Gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già esistenti -si legge nel decreto- devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre all'identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie». Prima della stipula degli atti, si legge nel decreto legge, «il notaio individua gli intestatari catastali e verifica la loro conformità con le risultanze dei registri immobiliari'».
Fondo aree sottosviluppate. La gestione dei fondi Fas passa dal ministero dello Sviluppo economico al Presidente del Consiglio. Il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Mezzogiorno resta in capo al ministero dello Sviluppo economico e le «risorse del fondo per le aree sottoutilizzate restano nello stato di previsione» del ministero dello Sviluppo. «Sono attribuite al Presidente del Consiglio- si legge nel dl 78 - le funzioni» di programmazione economica e finanziaria («fatta eccezione, il coordinamento e la verifica degli interventi per lo sviluppo economico territoriale e settoriale e delle politiche di coesione, anche avvalendosi delle Camere di commercio, con particolare riferimento alle aree depresse, esercitando a tal fine le funzioni attribuite dalla legge in materia di strumenti di programmazione negoziata e di programmazione dell'utilizzo dei fondi strutturali comunitari, «ivi inclusa la gestione del Fondo per le aree sottoutilizzate, fatta eccezione per le funzioni di programmazione economica e finanziaria non ricomprese nelle politiche di sviluppo e coesione». «Per l'esercizio delle funzioni - prosegue il testo - il presidente del consiglio o il ministro delegato si avvalgono del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del ministero dello Sviluppo economico».
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<dicembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
27282930123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
1234567
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio