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NOVITÀ NORMATIVE

SI PAGA L'ICI SUI TERRENI VINCOLATI

L'Ici va pagata sui terreni anche se formalmente non sono più fabbricabili perché è decaduto lo strumento urbanistico attuativo e anche se vincoli urbanistici impediscono l'effettiva realizzazione di costruzioni. Per l'imponibilità è infatti sufficiente il piano regolatore generale.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 13135 del 28 maggio 2010, ha accolto il ricorso del comune di Ascoli Satriano che chiedeva il pagamento dell'Ici su un terreno soggetto a una serie di vincoli urbanistici e il cui piano attuativo era decaduto.
Il proprietario, dopo aver ricevuto l'accertamento, lo aveva impugnato di fronte al giudice tributario e, in primo e secondo grado aveva vinto. A questo punto l'ente locale ha fatto ricorso in Cassazione che ha ribaltato le sorti della vicenda. I consiglieri di Piazza Cavour, analizzando il panorama normativo entrato in vigore dopo il decreto Bersani, hanno stabilito che «ai fini dell'applicazione del dlgs n. 504/1992, un'area è da considerarsi fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal comune, indipendentemente dall'approvazione della regione e dall'adozione di strumenti attuativi del medesimo: in tal caso, l'Ici deve essere dichiarata e liquidata sulla base del valore venale in comune commercio, tenendo anche conto di quanto sia effettiva e prossima la utilizzabilità a scopo edificatorio del suolo e di quanto possano incidere gli ulteriori eventuali oneri di urbanizzazione.
Inoltre nel sistema dell'Ici, quella di area fabbricabile è una nozione ampia ed ispirata alla mera potenzialità edificatoria, che non può essere esclusa dalla sussistenza di vincoli capaci di condizionare in concreto la possibilità di costruire, perché tali limiti non fanno venir meno ed, anzi, presuppongono la vocazione edificatoria del terreno, incidendo soltanto sul suo valore venale». Dopo aver applicato questo principio generale, i giudici hanno inoltre bacchettato la commissione tributaria regionale che, secondo loro, «avrebbe dovuto ritenere la natura fabbricabile dei terreni, essendo al riguardo ininfluente sia l'intervenuta decadenza dello strumento urbanistico attuativo sia la dedotta inedificabilità concreta dei suoli».
La procura generale di Piazza Cavour aveva invece espresso un'opinione contraria. Aveva infatti sollecitato il collegio a respingere il ricorso del comune.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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